<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606</id><updated>2011-11-28T01:00:00.841+01:00</updated><category term='first edit'/><category term='preset'/><category term='rec run'/><category term='free run'/><category term='cinema'/><category term='regia'/><category term='video'/><category term='editing'/><category term='stripe'/><category term='montaggio'/><category term='regen'/><category term='assemble'/><category term='durata nastri video da 1&quot;'/><category term='nero'/><category term='Time code'/><category term='barre'/><category term='insert'/><category term='televisione'/><title type='text'>Marco Sisi</title><subtitle type='html'>Un videomaker che lavora in tv dal 1975, e che ha anche fondato una radio locale e scritto libri sul rapporto tra cinema e territorio. Testardamente allergico alle raccomandazioni, anche a costo di morire di fame.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-1960634661511948648</id><published>2011-01-13T19:24:00.000+01:00</published><updated>2011-01-13T19:25:23.235+01:00</updated><title type='text'>Attenzione! Il tempo vola...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il 23 novembre è entrata in vigore la Legge 183 che introduce limiti e cavilli legali che renderanno durissima la vita dei lavoratori atipici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventerà quasi impossibile impugnare in tribunale il proprio contratto di lavoro, e queste norme inizieranno ad avere effetto dal 23 gennaio 2011. Con la Legge 183 tutti coloro che vogliono impugnare un licenziamento perchè lo ritengono illegittimo, oppure vogliono impugnare un contratto di lavoro a termine in quanto lo ritengono non regolare, devono farlo entro 60 gg. Precedentemente alla Legge 183 era possibile far valere i propri diritti fino a 5 anni dall'ultimo giorno di lavoro.&lt;br /&gt;Inoltre FATE ATTENZIONE, tutti coloro che hanno avuto un contratto di lavoro terminato prima del 23 novembre 2010 (giorno in cui è entrata in vigore la Legge 183), vedranno decadere DEFINITIVAMENTE il diritto alla vertenza il 23 gennaio 2011. Quindi per non perdere questo diritto il tempo che rimane è brevissimo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Legge 183 non dice solo questo, ci sono altri vergognosi "trucchetti". Se un lavoratore ha avuto con la stessa azienda un numero elevato di collaborazioni, ad esempio 4/5 contratti nell’ultimo anno, varrà sempre il limite dei 60 giorni, quindi praticamente potrà impugnare solo l’ultimo! Così un datore di lavoro potrà "tenere in ballo" il dipendente, lasciar passare i famosi 60 giorni e al 61esimo non rinnovargli il contratto. A quel punto il precario non potrà fare più nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo, fino ad oggi il licenziamento aveva validità solo se formulato in forma scritta, ora invece si potrà licenziare anche in forma VERBALE. Se un datore di lavoro sosterrà che il licenziamento c’è stato prima della data indicata dal lavoratore (magari prima dei sessanta giorni a disposizione), basterà trovare dei testimoni compiacenti per bloccare la vertenza. E mentre il datore di lavoro potrà licenziare in forma verbale, se si vorrà interrompere i 60 giorni bisognerà farlo PER ISCRITTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavoratori dovranno praticamente escludere a priori di rivolgersi ad un giudice del lavoro nel caso in cui il datore di lavoro (e giurateci che lo farà) inserirà nella lettera d'assunzione la clausola che obbliga il lavoratore a rivolgersi ad un arbitrato. Secondo voi, in fase di assunzione, il lavoratore potrà dire: "no, non la firmo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima della Legge 183 se un lavoratore avesse vinto la causa contro il suo datore di lavoro, avrebbe visto “riconosciuto il mancato guadagno”, e al lavoratore sarebbero stati corrisposti gli stipendi di tutti i mesi in cui era stato lasciato a casa. Ora, nel caso perda in tribunale, aldilà della durata del processo l'azienda sarà tenuta a versare un’indennità che può andare da un MINIMO di 2 mesi e mezzo fino ad un massimo di 12 mensilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-1960634661511948648?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/1960634661511948648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=1960634661511948648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1960634661511948648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1960634661511948648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2011/01/attenzione-il-tempo-vola.html' title='Attenzione! Il tempo vola...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7625245605891349446</id><published>2008-08-18T08:59:00.002+02:00</published><updated>2008-08-18T09:48:13.950+02:00</updated><title type='text'>Il timecode generator, questo sconosciuto...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Time Code, grande invenzione senza la quale ormai saremmo tutti incapaci di fare alcunché... Tutti sanno che serve a identificare ogni singolo fotogramma. Diviso in ore, minuti, secondi e fotogrammi (a loro volta suddivisi in primo e secondo semiquadro, ma questo alle centraline o ai sistemi di montaggio non interessa), viene registrato sotto forma di segnale audio (LTC, Longitudinal Time Code) su un'apposita traccia del nastro (nelle cassette Betacam o U-matic HB, oltre alle varie digitali DV, miniDV, DVCam e quant'altro; nei nastri da 1" viene usato, di norma, il canale 3) , o sotto forma di impulsi video nell'intervallo di quadro (VITC).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A differenza del contatore basato sulla control track, che cambia ogni volta che in un videoregistratore viene caricato e scaricato il nastro, il Time Code, essendo registrato, permette di riconoscere inequivocabilmente ogni fotogramma. Quindi, usando gli opportuni accorgimenti, si possono gestire varie cassette del girato, tenere sotto controllo la durata del montaggio e così via. Esempio classico: impostare la registrazione del TC sul master a un valore che permetta di iniziare il montaggio a "zero". Personalmente, piuttosto che a 00:00:00:00, preferisco iniziare a 10:00:00:00. Avere questo valore, infatti, permette di evitare, qualora il nastro o cassetta venisse inserito in un sistema che non gestisce il passaggio da 23:59:59:24 e 00:00:00:00, che ci siano problemi di posizionamento o preroll a inizio programma. In molti studi di montaggio e in molte  produzioni RAI, oltre che 10:00:00:00, si preferisce iniziare a 01:00:00:00, praticamente per lo stesso motivo. Naturalmente le barre e nota per allineare i livelli video e audio vengono registrate nello spazio precedente l'inizio programma. Io inizio a 09:57:00:00 con due minuti e mezzo di barre 75% e di nota audio 1000 Hz/0 dB. A 09:59:30:00 lascio 20 secondi di nero, per poi partire col countdown (10 secondi) a 09:59:50:00. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle sale montaggio dei TG Mediaset, invece, le cassette vengono registrate col TC che parte da 00:00:00:00 e i servizi partono da 00:02:00:00. Calcolare la durata partendo da due minuti invece che da zero è un po' più complicato, ma si risparmia molto tempo nel preparare le cassette perché basta riavvolgere, azzerare, "settare" e premere Rec/Play.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altro esempio: una troupe che esce con più cassette (le telecamere portatili usano cassette small, che raramente superano 60 minuti di durata) può iniziare a registrare a 01:00:00:00 la prima cassetta, a 02:00:00:00 la seconda, e così via. Difficile che vengano usate 24 cassette. In EDL è più facile andare a riconoscere ogni cassetta impiegata, anche se non si imposta il numero di reel ogni volta che si cambia nastro in sede di montaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oppure: durante la registrazione in studio o in esterni, sincronizzare il TC con l'ora esatta. I nastri registrati su varie macchine, se sincronizzati tra loro, permettono di lavorare in sync-roll su più player, e qualsiasi assistente-segretario di edizione può prendere nota delle "buone" semplicemente guardando l'orologio, senza doversi trovare nei pressi di un monitor con il TC visualizzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come impostare i tasti del TC generator (argomento di questo post)? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sto riferendo ai vari tipi di Betacam da studio, analogici (SP) o digitali che siano (DigiBeta, SX, IMX). Collegati a sistemi di montaggio lineari (ACE o BVE), ma anche quando si lavora "macchina-macchina", preferisco che i controlli del TC generator stiano su PRESET/FREE RUN.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Preset perché posso impostare il valore iniziale direttamente da centralina o dal pannello frontale del Recorder. Free Run perché, montando, il generatore su Rec Run potrebbe "ribattere" una dozzina di fotogrammi a ogni edit, con conseguenti problemi in caso di attacchi in "match frame".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è chi pensa che occorre tenere la macchina in Regen, specie in caso di attacchi in Assemble Edit. In realtà i Betacam gestiscono il Regen a ogni attacco, se correttamente impostati. Consiglio di andare a cercare sul menù l'item 610 (REGEN MODE) e di settarlo su AUTO (assemble&amp;amp;insert).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7625245605891349446?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7625245605891349446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7625245605891349446' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7625245605891349446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7625245605891349446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2008/08/il-timecode-generator-questo.html' title='Il timecode generator, questo sconosciuto...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7078406225965481335</id><published>2008-04-22T23:02:00.002+02:00</published><updated>2008-04-22T23:12:21.175+02:00</updated><title type='text'>Sembra facile, "zero dB"...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In RAI si utilizza l'IMX, un sistema di videoregistrazione digitale basato su un'evoluzione delle cassette Betacam. Tre ore e quaranta di durata massima, quattro o otto canali audio incisi analogicamente o digitalmente, ingressi video SDI, composite, component, SDTI. Quasi tutti i nastri registrati negli studi RAI hanno livelli audio altissimi, perché quasi nessuno si preoccupa di verificare come sono predisposti i Vu-meter. Il livello giusto, con 0 dB di valore massimo, è indicato quando il "Meter Scale" indica "Reference 0". Ci si arriva cercando sul menù il numero 806. Il valore "Peak 0", erroneamente usato come riferimento, porta come risultato una registrazione audio con circa 20 dB di troppo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7078406225965481335?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7078406225965481335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7078406225965481335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7078406225965481335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7078406225965481335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2008/04/sembra-facile-zero-db.html' title='Sembra facile, &quot;zero dB&quot;...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-5355409349956517868</id><published>2008-04-10T10:07:00.002+02:00</published><updated>2008-04-10T10:20:53.470+02:00</updated><title type='text'>Cercasi tastiera per Scribe</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Avete contatti con società di postproduzione tv che, magari in magazzino, hanno una vecchia tastiera per generatori di caratteri SCRIBE? Attenzione, mi serve una del vecchio tipo (per intendersi, SCRIBE o SUPERSCRIBE, non Infinit! o Maxine). Riconoscibile dal colore beige e dal collegamento con connettori tipo Cannon, non 9 pin (come nei modelli più recenti).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se qualcuno ha notizie può scrivermi due righe a &lt;a href="mailto:marcosisi@inwind.it"&gt;marcosisi@inwind.it&lt;/a&gt;. Grazie mille!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-5355409349956517868?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/5355409349956517868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=5355409349956517868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/5355409349956517868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/5355409349956517868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2008/04/cercasi-tastiera-per-scribe.html' title='Cercasi tastiera per Scribe'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-377580157065113440</id><published>2008-01-29T15:25:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T15:32:30.487+01:00</updated><title type='text'>Con il regista palestinese Mohammed Bakri per il diritto alla libertà artistica e d'opinione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/R584Npy6b2I/AAAAAAAAABA/94PEbokZfAg/s1600-h/JNIN.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160905505198731106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="426" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/R584Npy6b2I/AAAAAAAAABA/94PEbokZfAg/s400/JNIN.jpg" width="442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://ilpessottimista.blogspot.com/2007/12/appello-al-mondo-dellarte.html"&gt;Appello al mondo dell'arte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il campo profughi di Jenin ospita 14.000 rifugiati palestinesi. Subito dopo l’incursione lanciata il 3 aprile 2002 dall’esercito israeliano («su una scala senza precedenti», per citare un rapporto di Human Rights Watch) con lo scopo ufficiale di catturare o uccidere militanti palestinesi responsabili di attacchi suicidi, il regista e attore Mohammad Bakri girò al suo interno Jenin Jenin. Il film, che mostra soprattutto gli effetti degli attacchi aerei sulle abitazioni civili ed interviste alla popolazione del campo, fu inizialmente bandito in Israele e successivamente autorizzato dall’Alta Corte Israeliana. Tale autorizzazione tuttavia ha permesso solo quattro proiezioni pubbliche a Tel Aviv e Gerusalemme. Bakri è nel frattempo finito sotto processo, accusato da cinque soldati di vilipendio delle forze armate israeliane. Qualora dovesse perdere la causa, dovrebbe pagare l’equivalente di 500.000 euro.Per chi ha visto il film, le accuse rivolte a Bakri sembrano essere pretestuose, non solo perché l’esercito israeliano in quell’occasione ha commesso contro la popolazione civile «violazioni di leggi umanitarie internazionali, ed alcune di tali violazioni sono equiparabili a veri e propri crimini di guerra» (dal già citato rapporto di HRW), ma anche perché siamo di fronte al rischio concreto che la vicenda di Jenin Jenin e del suo autore, divenga una forma di "attacco preventivo" al diritto di informazione ed espressione artistica in Israele, un attacco rivolto a "futura memoria”. Uno dei messaggi che potrebbero essere veicolati da un eventuale condanna di Bakri in questo processo è che, all’interno di Israele, il racconto dei fatti relativi al conflitto e di tutte le loro versioni possibili sia precluso e da precludere a un cittadino israeliano di origine palestinese, oltre che ai palestinesi stessi, come numerose voci critiche israeliane (sia ebree che palestinesi) stanno faticosamente denunciando da tempo.Per questi motivi desidereremmo far giungere a Mohammad Bakri il nostro appoggio solidale, ma soprattutto, per i medesimi motivi, riteniamo fondamentale che i mezzi di comunicazione europei e la pubblica opinione possano seguire gli sviluppi e le implicazioni del processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche a questo scopo tra il 28 gennaio ed il 1 febbraio 2008, in coincidenza con la riapertura del processo, verranno organizzate, simultaneamente in diverse città italiane, proiezioni pubbliche del film. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-377580157065113440?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/377580157065113440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=377580157065113440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/377580157065113440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/377580157065113440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2008/01/con-il-regista-palestinese-mohammed.html' title='Con il regista palestinese Mohammed Bakri per il diritto alla libertà artistica e d&apos;opinione'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/R584Npy6b2I/AAAAAAAAABA/94PEbokZfAg/s72-c/JNIN.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-6264148711691687303</id><published>2007-12-12T23:28:00.001+01:00</published><updated>2007-12-12T23:34:07.499+01:00</updated><title type='text'>L'ABC del montatore lineare (altrimenti noto come analoGGico)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho un mio &lt;a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=745655305"&gt;spazio su Facebook&lt;/a&gt; e sono iscritto in numerosi gruppi, uno dei quali &lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=4765034965"&gt;fondato da me&lt;/a&gt;. Tra i membri c'è anche Eric Adler, che ha aperto un sito che si occupa di produzione e post-produzione video. Se ve la cavate bene con l'nglese, consiglio di cliccare &lt;a href="http://www.videoproductionsupport.com/index.php?page=editing-primers"&gt;http://www.videoproductionsupport.com/index.php?page=editing-primers&lt;/a&gt;, breve ma efficace manuale su cosa significa montaggio video lineare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-6264148711691687303?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/6264148711691687303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=6264148711691687303' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6264148711691687303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6264148711691687303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/12/labc-del-montatore-lineare-altrimenti.html' title='L&apos;ABC del montatore lineare (altrimenti noto come analoGGico)'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-8205199087867206426</id><published>2007-10-20T20:50:00.001+02:00</published><updated>2007-10-20T21:08:54.173+02:00</updated><title type='text'>Operator parameters 2 - Touchscreen</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/RxpOSIi-6RI/AAAAAAAAAAw/aCePdCBNP4g/s1600-h/DSC00047.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123493599526185234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/RxpOSIi-6RI/AAAAAAAAAAw/aCePdCBNP4g/s400/DSC00047.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quaundo lavoro col Touchscreen preferisco avere davanti a me questo display. Nell'ordine, sul menù dell'Edit Construction: numero di reel, videoregistratore, "meno 1", entry point, "più uno", color framing (non si usa più fare il color frame learn o montare in color framing o in PAL pair, ma è sempre una bella comodità averlo a portata di mano), "meno 1", exit point, "più uno", status e position.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A differenza delle ACE a tastiera, le Touchscreen non riportano, nella schermata dell'ECL, le righe dell'EDL, tranne quella riguardante l'edit che si sta costruendo. Nel menù EDL, comunque, appaiono gli stessi comandi che servono per costruire l'edit (che viene però definito "event", che un significato un po' più ristretto: infatti possono occorre più event per costituire un event). Questi sono i comandi che preferisco avere immediatamente sotto controllo: Event number, mode (Video e tracce audio da 1 a 4), source (numero di reel o aux source, tipo: preread, nero, colore, camera, barre e via dicendo), record entry, record exit, source entry, source exit, durata. Mi servono anche se voglio andare a cercare un particolare edit in EDL, qualora dovessi modificarlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-8205199087867206426?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/8205199087867206426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=8205199087867206426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8205199087867206426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8205199087867206426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/10/operator-parameters-2-touchscreen.html' title='Operator parameters 2 - Touchscreen'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/RxpOSIi-6RI/AAAAAAAAAAw/aCePdCBNP4g/s72-c/DSC00047.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7030942088490790052</id><published>2007-10-10T23:51:00.001+02:00</published><updated>2007-10-11T00:02:07.904+02:00</updated><title type='text'>Operator parameters</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/Rw1J8oi-6QI/AAAAAAAAAAo/OEMNmKYniiQ/s1600-h/DSC00031.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119829657415248130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/Rw1J8oi-6QI/AAAAAAAAAAo/OEMNmKYniiQ/s400/DSC00031.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche i display delle centraline di montaggio "analoGGiche" possono essere personalizzati. Qui accanto vedete la configurazione del display "User 1" di una Ampex ACE a tastiera, come di solito preferisco usarla. La schermata del touchscreen è un po' diversa, ne parlerò nel prossimo post. Qui si possono vedere i due segmenti dello schermo, ECL (edit construction list) ed EDL (edit decision list). Nel primo, tengo sott'occhio il numero di reel, la lettera che identifica ogni singolo VTR, l'entry point, il color framing, l'exit point, la velocità cui la macchina riproduce il video (da -100 a +300), lo stato (play, record, rewind e così via, la posizione, cioè a che punto si trova il nastro (ore minuti, secondi e frame) e l'eventuale time code source (LTC, VITC, Auto, TT-1 e TT-2). Nel secondo, utile se devo operare cambiamenti negli edit fatti, trovo nell'ordine: numero di edit, mode (video e canali audio da 1 a 4), effetto (se taglio, dissolvenza, key o ado), durata dell'effetto e pattern in caso di tendina (numero di file se è un effetto ado), record entry, record exit, source entry, source exit e durata. L'ordine che ho scelto mi sembra il più razionale, è dal 1983 che lavoro così... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7030942088490790052?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7030942088490790052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7030942088490790052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7030942088490790052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7030942088490790052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/10/operator-parameters.html' title='Operator parameters'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/Rw1J8oi-6QI/AAAAAAAAAAo/OEMNmKYniiQ/s72-c/DSC00031.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7401603013154254970</id><published>2007-10-06T11:05:00.000+02:00</published><updated>2007-10-06T11:53:26.548+02:00</updated><title type='text'>Ancora sul montaggio lineare (aka analoGGico)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ne parlavo con un collega che lavora solo con Avid, poi si è aggiunto il fatto che un altro giovane montatore, giusto ieri, ha combinato un casino "bucando" un nastro... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le cosiddette "nuove leve", che smanettano a proposito o a sproposito con Avid, Final Cut, Premiere e via digitando, non hanno in molti casi l'idea di cosa significhi lavorare su un nastro video. Questo, ad esempio, riguarda il montaggio lineare, ma non solo. Anche perché anche in una sala non lineare, se si escludono lavori destinati ai privati cittadini o a piccole aziende, che magari verranno utilizzati direttamente su DVD, è pur sempre su una videocassetta (di norma una Betacam, SP, SX, IMX o DigiBeta) che il prodotto della sessione di editing viene scaricato e utilizzato, in seguito, per la messa in onda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco perché è importante sapere come funzionano i videoregistratori. Analogici come le macchine da 3/4", 1" o SP, digitali come i DigiBeta, gli IMX o SX e i D1 e D2, funzionano tutti con lo stesso sistema, vale a dire registrando in uno di questi modi:&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Crash recording&lt;/em&gt;, quando la registrazione avviene premendo, semplicemente, i pulsanti di &lt;em&gt;Rec/Play&lt;/em&gt;. La macchina si mette in moto e inizia a incidere, fino a che non si preme il pulsante di &lt;em&gt;Stop&lt;/em&gt;. Vengono incisi su nastro, simultaneamente, la &lt;em&gt;control track&lt;/em&gt;, il video, l'audio e il &lt;em&gt;Time Code&lt;/em&gt;. Si usa normalmente quando si registra una trasmissione che, in seguito, andrà in onda così com'è, oppure dovrà essere montata successivamente.&lt;br /&gt;È in &lt;em&gt;crash recording &lt;/em&gt;che si inizia a registrare un segmento di nastro sul quale poi proseguire a lavorare montando in &lt;em&gt;Assemble &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Insert. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Assemble edit&lt;/em&gt;, per effettuare montaggi abbastanza semplici, ad esempio dopo la registrazione in studio di vari segmenti di un programma che hanno bisogno semplicemente di essere accorpati tra loro, o dove i tagli che verranno effettuati non richiedono &lt;em&gt;split&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;preread&lt;/em&gt;, impossibili da fare in Assemble. Da non confondere con l'&lt;em&gt;assembly&lt;/em&gt;, che indica l'operazione di montaggio in maniera automatica, o quasi, svolta da una centralina sulla base di una lista di edit precedentemente impostata (&lt;em&gt;EDL=Edit Decision List&lt;/em&gt;). In Assemble è comunque possibile effettuare dissolvenze, tendine ed effetti video di vari generi, così come dissolvenze audio, utilizzando due o più player e passando, quindi, dall'uno all'altro o combinandoli tra loro col mixer video e/o audio. Va detto che in questo modo vengono registrati, alla pari del &lt;em&gt;crash recording&lt;/em&gt;, tutti gli elementi del segnale audio/video, inclusa la control track. In &lt;em&gt;Assemble&lt;/em&gt;, quindi, si ha un aggancio "pulito" all'inizio di ogni edit, perché tutto quanto viene "ricucito" perfettamente, ma all'uscita, dato che viene incisa anche la control track, ci sarà un breve segmento in cui mancheranno tutti i segnali. Se si prevede di proseguire il montaggio aggiungendo altre scene (ovviamente il nuovo punto d'inizio sarà prima dell'uscita dell'edit precedente), nessun problema.&lt;br /&gt;È pacifico, invece, che l'&lt;em&gt;Assemble&lt;/em&gt; non è adatto per inserire una scena, inquadatura o altro in una registrazione preesistente. In questo caso, vedi sotto, si deve preferire l'&lt;em&gt;Insert&lt;/em&gt;. Sennò, si crea il cosiddetto "buco", impossibile da riparare.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Insert &lt;/em&gt;edit. Da preferire per montaggi un po' più complessi. Bisogna, per poter lavorare con questo sistema, utilizzare un nastro dove sia presente la &lt;em&gt;control track&lt;/em&gt;, dato che la registrazione in insert avviene, come spiega la parola stessa, inserendo solo quello che serve. Può essere un segnale video o uno o più segnali audio, insieme o separatamente. Forse l'esempio più adatto è quello di una strada asfaltata (il nastro su cui è stata registrata una "base" di nero con la &lt;em&gt;control track&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Time Code&lt;/em&gt;) sulla quale vengono dipinti i vari elementi della segnaletica orizzontale. Difficile dipingere strisce bianche sullo sterrato, no? Esempio tipico di registrazione in insert: ho la mia cassetta sulla quale monto un'intervista. Devo fare vari tagli, l'inquadratura è sempre quella classica a mezzobusto, quindi vado a coprire i tagli con l'&lt;em&gt;insert video, &lt;/em&gt;aggiungendo, ad esempio, dei dettagli o i piani d'ascolto del giornalista. In seguito torno all'inizio e alla fine dell'intervista, recupero il sincrono con le immagini corrispondenti o uso il &lt;em&gt;preread&lt;/em&gt; e inserisco in sovraimpressione il "sottopancia" (titolo elettronico con nome, cognome ed eventuale qualifica della persona intervistata). Poi, in &lt;em&gt;insert audio&lt;/em&gt;, aggiungo un sottofondo musicale. Terminato il mio lavoro, vado a 10 secondi prima dell'inizio e aggiungo, di nuovo in &lt;em&gt;insert video&lt;/em&gt;, una "coda" con un &lt;em&gt;countdown&lt;/em&gt; in modo che, nel caso di una messa in onda in diretta, sia possibile posizionarsi qualche secondo prima dell'inizio dell'intervista sapendo esattamente tra quanti secondi inizierà.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7401603013154254970?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7401603013154254970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7401603013154254970' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7401603013154254970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7401603013154254970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/10/ancora-sul-montaggio-lineare-aka.html' title='Ancora sul montaggio lineare (aka analoGGico)'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-6668808943693374508</id><published>2007-10-05T08:42:00.000+02:00</published><updated>2007-10-06T11:05:46.340+02:00</updated><title type='text'>Montare senza centralina, "macchina-macchina"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le macchine broadcast Sony (oppure che funzionano secondo il medesimo protocollo) possono essere connesse tra loro attraverso il remote control 9 pin. Occorre, ovviamente, collegare anche le uscite audio e video di una con gli ingressi audio e video dell'altra. In questo modo si ha a disposizione una piccola stazione di montaggio, con la quale è possibile gestire con maggiore accuratezza dei riversamenti, senza bisogno di effettuare partenze in &lt;em&gt;crash recording&lt;/em&gt;, gestendo anche il time code, oppure si possono effettuare editing anche complessi, come spesso accade per servizi giornalistici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad esempio, se devo effettuare il riversamento di un &lt;em&gt;vidigrafo&lt;/em&gt; (termine improprio usato in RAI per indicare la registrazione di una trasmissione andata in onda, derivante dal nome dell'apparecchiatura che, agli albori della televisione, quando non era stato ancora inventato il videoregistratore, permetteva di riprendere con un'apposita cinepresa spettacoli, telegiornali e qualsiasi programma si volesse conservare), che normalmente indica attraverso il time code l'orario in cui il programma è stato trasmesso (ad esempio per il TG2 delle 13 ci sarà un time code che inizia all'incirca a 13:00:00:00 e finisce a 13:30:00:00), predisporrò il valore iniziale del time code nella cassetta su cui riversare a 12:59:00:00, registrando barre colore e nota fino a qualche secondo prima dell'inizio effettivo del programma. Quindi, se il TG inizia a 13:00:01:15, imposterò tale valore come inpoint su &lt;em&gt;player e recorder &lt;/em&gt;(li controllo usando, sul pannello del &lt;em&gt;recorder&lt;/em&gt;, i relativi tasti, che si trovano di norma accanto alla manopola di shuttle) avendo selezionato &lt;em&gt;assemble&lt;/em&gt;. Il tasto rosso di &lt;em&gt;auto edit&lt;/em&gt; inizia a lampeggiare, basta premerlo per fare iniziare la registrazione. Questo sistema permette, in caso di una necessaria interruzione del riversamento, di riprenderlo successivamente senza dovere ricominciare dall'inizio. Poniamo che sono arrivato a 13:20:05:07 e c'è da fare subito una copia per cui devo scaricare le macchine: non ho da far altro che, terminato il lavoro urgente, impostare un valore tipo 13:20:04:00 su entrambi i VCR e, di nuovo, premere &lt;em&gt;auto edit&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Montare un servizio giornalistico è certamente più complesso, ma pur sempre possibile. Ho lavorato per qualche tempo al TG di La7, che ha tre delle sue cinque salette strutturate in questo modo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;em&gt;control panel &lt;/em&gt;di qualsiasi Betacam, dal glorioso SP ai più moderni IMX, fornisce una quantità di strumenti per lavorare. La possibilità di scegliere &lt;em&gt;assemble &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;insert&lt;/em&gt; e, in quest'ultimo caso, se video, audio 1 o 2 (e altre tracce ancora, nel caso delle macchine digitali) è già sufficiente per montare, inserire coperture, musiche e &lt;em&gt;speech&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Ricordatevi che nei Beta SP i canali audio sono quattro, ma solo l'1 e il 2 possono essere sostituiti in insert. Il 3 e il 4 vengono registrati dalle teste video. Ciò significa che non è possibile effettuare un insert audio su 3 e 4, ma che un insert video cancellerà tali tracce audio. &lt;/strong&gt;Con un po' d'esperienza è possibile, premendo al momento opportuno i pulsanti di video o audio, effettuare anche degli &lt;em&gt;split&lt;/em&gt; (edit nei quali la registrazione, appunto, di video e audio inizia in momenti diversi). Una cosa fondamentale è che dal pannello di qualsiasi macchina Sony, attraverso il collegamento via RS-232, è possibile controllare un'altra macchina, anche di tipo diverso, purché funzionante col protocollo Sony. Posso, ad esempio, avere un Beta SP come registratore e, come lettore, non necessariamente un Betacam (SP, SX, DigiBeta o IMX) ma anche un BVU, un BVH da 1", un D2 e via dicendo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-6668808943693374508?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/6668808943693374508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=6668808943693374508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6668808943693374508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6668808943693374508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/10/montare-senza-centralina-macchina.html' title='Montare senza centralina, &quot;macchina-macchina&quot;'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-4824449303649654550</id><published>2007-10-04T09:03:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T10:02:04.734+02:00</updated><title type='text'>Come è fatta una sala lineare?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C'è una grossa differenza tra montaggio lineare e non lineare, anche se pochi giorni fa sono rimasto abbastanza stupito quando un collega (bravissimo montatore non lineare) mi ha detto che non capiva il funzionamento dei sistemi lineari. Per me, che mi sono formato su centraline, mixer video, generatori di effetti speciali e così via, tutto appare assai semplice, ma immagino che chi ha sempre lavorarto con un computer, un VCR e null'altro può trovarsi disorientato di fronte a una sala piena di apparecchiature. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse è il caso, mi sono detto, di spiegare a grandi linee il funzionamento di una sala lineare (altrimenti e impropriamente definita "analogica"). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cominciamo dal modo di lavorare. Lineare o non lineare, cosa vuol dire? Le parole, entrambe, hanno un due significati. Primo: lineare indica un montaggio nel quale sono stabilmente collegate (e quindi sono "in linea") alla centralina tutte le apparecchiature necessarie al completamento del lavoro: mixer video, mixer audio, effetti speciali, titolatrice e videoregistratori. Non lineare significa che, a parte le fasi di acquisizione e scarico, nelle quali occorre avere un collegamento con un videoregistratore o un supporto contenente le immagini, il montaggio può svolgersi all'interno dei dischi della workstation, quindi non c'è nulla in linea. Secondo significato: il montaggio lineare, effettuato copiando le immagini e i suoni da uno o più nastri su quello che diventerà il &lt;em&gt;master&lt;/em&gt;, avviene di norma in ordine cronologico, seguendo la "freccia del tempo", dall'inizio alla fine. Complicatissimo intervenire sul montaggio per togliere una scena o inserirne una di durata diversa. Occorre rifare il lavoro da quel punto in poi, o copiare tutto su un altro nastro, per effettuare le necessarie modifiche. Nel non lineare, invece, la &lt;em&gt;timeline &lt;/em&gt;è modificabile a piacimento. Infatti le immagini e i suoni vengono gestiti tramite l'accesso immediato ai relativi file immagazzinati sul disco. Si può quindi intervenire in qualunque punto, all'inizio o nel mezzo del montaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Realizzare un effetto, anche semplice come una dissolvenza incrociata, in lineare o in non lineare, richiede quindi delle manovre ben differenti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In lineare occorre avere due sorgenti video ben distinte, perché la dissolvenza incrociata viene compiuta usando il mixer video, che realizza una transizione graduale, ad esempio, dalla macchina A alla macchina B. Tale transizione verrà registrata sul registratore R. Va detto che se, ad esempio si è registrata sul master dalla macchina A una scena che dura 1 minuto, 32 secondi e 18 frames e, a quel punto, si vuole dissolvere da questa a un'altra scena, occorre effettuare l'edit in modo che la dissolvenza inizi sul fotogramma corrispondente. In pratica: sul Recorder inizio a 00:00:00:00 e sulla macchina A il fotogramma d'inizio è 00:04:24:11. A 00:01:32:18 decido di effettuare una dissolvenza incrociata sulla macchina B; il corrispondente fotogramma della macchina A, dove dovrà iniziare l'effetto, è 00:05:57:04. Non c'è da farsi venire il mal di testa, però. Le centraline di montaggio sono tutte in grado di effettuare il calcolo. Le Ampex chiamano tale funzione &lt;em&gt;Reel Tag. &lt;/em&gt;Le Sony invece la chiamano &lt;em&gt;Time Track &lt;/em&gt;(curiosamente sul tasto c'è scritto &lt;em&gt;Track Time&lt;/em&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In nonlineare, invece, basta semplicemente scegliere il punto d'inizio della dissolvenza, trascinare sulla timeline la nuova scena e inserire l'effetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con la crescente diffusione dei videoregistratori digitali (a partire dai D2, fino ai recenti Digital Betacam, SX o IMX), dotati di preread, è possibile effettuare montaggi con effetti anche utilizzando solo il Recorder e la macchina A. Il preread, infatti, consiste nell'utilizzare due testine di lettura supplementari, poste immediatamente prima di quelle di registrazione, che leggono l'ultima porzione di nastro inciso sul Recorder. Quindi non devo, al famoso fotogramma 00:01:32.18, andare a riprendere l'immagine corrispondente, perché la prendo direttamente dal nastro registrato. Mi posizionerò sulla nuova scena e la dissolvenza avrà luogo tra ciò che è presente sul master e le nuove immagini del nastro A. Chiaro che, con 25 fotogrammi (un secondo) di dissolvenza, occorre che ci siano, sul Recorder, immagini fino a 00:01:33:18.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-4824449303649654550?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/4824449303649654550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=4824449303649654550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4824449303649654550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4824449303649654550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/10/come-fatta-una-sala-lineare.html' title='Come è fatta una sala lineare?'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-3710583857952847088</id><published>2007-09-06T20:02:00.000+02:00</published><updated>2007-09-06T20:45:43.987+02:00</updated><title type='text'>ACE e dischi, dischetti &amp; c.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le centraline computerizzate di montaggio più diffuse sono nate negli anni '80, ben prima dell'avvento dei PC che funzionano con Windows, Macintosh e simili. Le prime Ampex ACE avevano due drive per floppy disk da 17 cm, il primo serviva per il disco contenente il sistema operativo, il secondo per immagazzinare le  EDL e informazioni tipo Operator Parameters, Hardware Configuration e Programmable Keys. In seguito, molte delle ACE ancora funzionanti sono state aggiornate con l'impiego di uno o due drive per microfloppy da 3,5" (quelli che vengono usati ancor oggi, anche se ormai le chiavette e gli hard disk portatili da collegare alla porta USB li stanno rapidamente condannando all'estinzione). Il sistema operativo 10.0.01 (messo in circolazione nel 1992) è il più avanzato attualmente a disposizione, almeno riguardo alle centraline con touchscreen, che sono quelle con le quali ho a che fare in questo periodo. Può funzionare indipendentemente con le ACE standard e con le ACE micro. Naturalmente è consigliabile, nel menù Operator Parameters, selezionare la relativa opzione (anche se di solito non accade nulla di grave). Quello che manca nelle "nuove" centraline con microfloppy, però, è la possibilità di creare un nuovo system disk. Occorre fare una copia del disco che si ha. Molte ACE che hanno due drive possono fare questa operazione, magari ci si perde un po' di tempo ma è meglio avere qualche disco di riserva. Esistono anche ACE che hanno solo un drive, in quel caso non solo è impossibile fare copie, ma spesso occorre rinunciare anche all'utilissimo EDL Logging (salvataggio automatico dell'EDL a ogni Event, in modo da non perdere tutta la lista in caso di black out improvviso). Consiglio quindi di provvedere a un salvataggio manuale almeno ogni ora, in modo da non restare totalmente senza dati qualora la corrente andasse via all'improvviso. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-3710583857952847088?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/3710583857952847088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=3710583857952847088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3710583857952847088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3710583857952847088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/09/ace-e-dischi-dischetti-c.html' title='ACE e dischi, dischetti &amp; c.'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-4767073215846291893</id><published>2007-09-04T19:28:00.000+02:00</published><updated>2007-10-10T23:49:12.410+02:00</updated><title type='text'>Montare in lineare da DVD o VHS</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dicevo dell'opportunità di riversare su Beta SP per poi montare, considerando che sono rimaste solo poche macchine VHS collegabili a centraline tipo Ampex ACE o Sony BVE. In caso qualche fortunato ne possedesse una e dovesse collegarla a una centralina Ampex, ricordo che è necessario ovviamente collegare il remote RS-232 (9 pin) e quindi configurare il VCR come "Sony" (anche se la marca è JVC o Panasonic). In tutti gli altri casi, invece, occorre riversare, cioè copiare su un altro nastro. Come è facilmente intuibile, la quasi totalità dei VHS o DVD esistenti è nata per essere utilizzata in casa per vedere film comprati, noleggiati o registrati dalla tv, quindi non ha TBC, né tanto meno ingressi per il reference. Non sempre si riesce a copiare da questi apparecchi su macchine digitali tipo SX o IMX, che non accettano segnali instabili. Il suggerimento è, ovviamente, quello di usare l'ingresso &lt;em&gt;composite&lt;/em&gt; per il video e selezionare &lt;em&gt;ana&lt;/em&gt; (analogico) per l'audio. Altrimenti non rimane altro che il "vecchio" Betacam SP. Di solito basta collegare le uscite analogiche (la Scart o i pinjack) agli ingressi del Beta. In commercio si possono reperire facilmente adattatori da Scart a pinjack. Ne esistono dotati di cavo, oppure che inglobano in un unico corpo la Scart e tre pinjack "femmina", per il video (giallo) e due canali audio (bianco e rosso). Alcuni hanno anche un deviatore che permette di farli funzionare in ingresso e in uscita. Superfluo dire che, nel nostro caso, la posizione giusta è "Out". Per l'audio il problema maggiore consiste nel procurarsi un adattatore da pinjack a Cannon (gli ingressi audio delle macchine broadcast usano questo tipo di connettore). Per il video, idem: da pinjack a BNC. Può capitare, però, che il segnale non sia molto stabile, anche per un VCR analogico. Allora si può provare a ponticellare il secondo BNC del video input, con un cavetto, all'ingresso del REF, dopo aver ovviamente messo su "Off" l'interruttore del "tappo" a 75 Ohm. In questo modo il segnale video in ingresso funzionerà anche da fonte del reference. Ho lasciato come buon ultimo il Digital Betacam perché questo tipo di macchina, anche se presenta gli interruttori sul frontale, in realtà può accettare video composito solo se è stata installata un'apposita scheda, che è opzionale. Quindi, "no scheda, no party"...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-4767073215846291893?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/4767073215846291893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=4767073215846291893' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4767073215846291893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4767073215846291893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/09/montare-in-lineare-da-dvd-o-vhs.html' title='Montare in lineare da DVD o VHS'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-6951926921822669467</id><published>2007-08-11T13:20:00.000+02:00</published><updated>2007-08-11T14:27:44.030+02:00</updated><title type='text'>Un gran bel lavoro "vecchio stile"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Era un bel po' che non lavoravo così, come si faceva una volta ai tempi eroici del montaggio lineare, intendo dire. Cinque videoregistratori, mixer video, ADO, titolatrice... La cara vecchia ACE 200 Touchscreen della MAV Television di Roma ha funzionato al massimo delle sue possibilità.&lt;br /&gt;La produzione, "Mare latino", programma in onda su Raiuno stasera (11 agosto 2007) alle 23 circa, è uno spettacolo, la classica seconda serata estiva, con ospiti importanti: Edoardo Bennato, &lt;a href="http://www.matiabazar.com/"&gt;Matia Bazar&lt;/a&gt;, Ron, &lt;a href="http://www.chiaroscuroband.com/"&gt;Chiaroscuro&lt;/a&gt; (bravissimi), la Piccola Orchestra Avion Travel in collegamento da Peschici e il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Master su IMX, girato su quattro cassette Beta SP: program, barra segretaria, &lt;a href="http://www.jimmyjib.com/"&gt;jimmy jib&lt;/a&gt; e camera 3. I quattro player al passo, in modo da correggere eventuali errori di regia sul program o sostituire le inquadrature un po' meno belle con altre migliori, prese dalle altre camere. Durata del montaggio, settanta minuti circa. Turni necessari, tre (ventiquattro ore). Tutto sommato, questo dimostra la validità del sistema di montaggio lineare (analogico, come impropriamente dicono in tanti) rispetto ad altri non lineari (Avid, Final Cut e simili). Otto cassette da 90 minuti (quattro per il girato di Bari, altrettante per quello di Peschici), quindi dodici ore solo per acquisire, poi non è semplicissimo montare in multicam con Avid... Col montaggio lineare in ventiquattro ore di lavoro, invece, la trasmissione è pronta, compresa la copia di sicurezza e le copie visione in DVD. Scusate se è poco... naturalmente è anche questione di "manico"!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-6951926921822669467?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/6951926921822669467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=6951926921822669467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6951926921822669467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6951926921822669467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/08/un-gran-bel-lavoro-vecchio-stile.html' title='Un gran bel lavoro &quot;vecchio stile&quot;'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-3885123916656428144</id><published>2007-07-12T16:17:00.000+02:00</published><updated>2007-07-12T17:03:20.243+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bim-europe.com/images/videopro/sony_dvw-a500p.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.bim-europe.com/images/videopro/sony_dvw-a500p.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.hdcompare.com/DDRs%20and%20VTRs/Sony_HDWD2000-20_lg.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.hdcompare.com/DDRs%20and%20VTRs/Sony_HDWD2000-20_lg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Spesso può capitare di avere bisogno di un segnale di riferimento, video e audio. Vale a dire: barre colore e nota a 1000 Hz. I moderni videoregistratori broadcast digitali (nelle foto un Digital Betacam e un IMX) possono generare al proprio interno questi segnali.&lt;br /&gt;Giusto stamattina è arrivato a chiedere aiuto un giovane collega che lavora in AVID (non è quello che giorni fa aveva problemi di acquisizione, è un altro). Intanto che stava procedendo con un lunghissimo rendering, il suo cliente aveva pensato bene di avvantaggiarsi registrando un po' di barre e nota in testa alla cassetta dove poi scaricare il master. Giusto, ma... dove sono i pulsanti?&lt;br /&gt;Non li ha nascosti nessuno, ma è vero che, trattandosi di comandi che non si usano spesso, occorre cercare con attenzione tra le righe del menù e non solo...&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La prima cosa da fare è, appunto, accedere al menù e cercare i numeri 710 (Internal Video Signal) e 808 (Internal Audio Signal). Devono essere attivi rispettivamente i seguenti comandi: CB 75 (Color Bars 75%) e 1 KHz (non c'è bisogno di spiegare, credo). Poi bisogna attivarli. Nei Digital Betacam per attivare il generatore di segnale video interno occorre premere per circa tre-quattro secondi su uno dei tasti Video Input Select. L'accensione delle spie di tutti e tre segnalerà l'attivazione del generatore. Per la nota, procedere analogamente su uno dei selettori di Audio Input. L'accensione di tutte le spie segnalerà che anche il 1.000 Hz è attivo. A questo punto basta premere Play-Rec e, a fine registrazione, toccare gli stessi tasti per ripristinare gli ingressi audio e video. Per gli IMX occorre dal menù iniziale (usare Home se ci si trova su un'altra schermata) premere a lungo il tasto 1 "Input": da SDI, CMPST, Y+RB+BB passerà su SG (Signal Generator). Col tasto 2 su "EE" , senza cassetta inserita o in posizione di Stop con Standby off si vedranno le barre. Premendo a lungo uno dei tasti di Audio Input si attiverà anche l'oscillatore audio, che funziona su tutte e 8 le tracce. Analogamente al DigiBeta, basta la semplice pressione dei selettori di ingresso video e audio per tornare alle condizioni di normalità.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-3885123916656428144?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/3885123916656428144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=3885123916656428144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3885123916656428144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3885123916656428144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/07/spesso-pu-capitare-di-avere-bisogno-di.html' title=''/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-1758436144882867628</id><published>2007-05-21T11:03:00.000+02:00</published><updated>2007-05-21T13:04:34.560+02:00</updated><title type='text'>D2, BVH, VPR...</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://homepage1.nifty.com/akinori/data/D20404.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://homepage1.nifty.com/akinori/data/D20404.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ricevo e non resisto alla tentazione di pubblicare:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie Marco per la tua email, io sono un montatore, non bravo come te ma conosco bene il Final Cut, l'Avid e Media100Infatti lavoro con i Mac con scheda AJA KONA 3 e con uscita SDI collegate a un mixer video SONY DVS-M1000C con ingressi e uscite SDI e con varie macchine: DIGI BETA BETACAM SX e ovviamente un 75P BETACAM SP.Ho lavorato in passato su pellicola con le moviole 16 e 35mm della Prevost, tutt'ora visiono il materiale con le stesse prima di telecinemarle su Rank Cintel.Oggi, invece, lavoro con sistema BVE SONY e con l'uso del computer in OFF-LINE e ON-LINE a seconda dei casi: Final Cut per l'appunto, AVID Media Composer e MEDIA100 (dove mi appoggio).Domandavo sul D2 SONY perché ho una macchina DVR 28P (imballata e usata pochissimo) ed è quella che è uscita subito dopo la DVR 18P che accetta anche &lt;a href="http://www.broadcaststore.com/watermark.cfm?strFileType=Model&amp;strFilename=10319%2Ejpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.broadcaststore.com/watermark.cfm?strFileType=Model&amp;strFilename=10319%2Ejpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;le cassette D2L (LARGE) e il dubbio mi è venuto quando ho letto dell'edit optimize sul tuo blog.Mi piacciono molto i BVH 3100 SONY da un pollice, oramai in disuso (a me sembrano tecnologicamente molto attuali) anche se la bobina non viene più usata in Post-produzione ma solo in rari casi di riversamento, e lo stesso per i D2 che a mio avviso sono macchine oserei dire bellissime, sia dal punto di vista costruttivo che di utilizzo. Scusami ma sono un nostalgico e con l'alta definizione oramai entrata ufficialmente, sono anche un po "arretrato", ma credo che come si sono costruiti gli AMPEX serie VPR 3, 6 (quelli che conosco) e i SONY BVH e D2, oggi non se ne vedono più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come mi è capitato di scrivere altre volte, non è vero che le macchine e le salette "analoGGiche" sono finite. Nonostante tutto, molti network continuano a basarvisi per gran parte delle loro produzioni. Soprattutto, è vero che gran parte della storia della televisione (italiana e non solo) è conservata su nastri da 1" e su cassette da 3/4", siano esse D2 o Umatic. Vi è mai capitato di sintonizzarvi su Rai Edu2 nei weekend? La sigla di ReWind è un bellissimo omaggio a questi vecchi formati. Va detto altresì che la memoria storica dei programmi di qualche decennio fa, spesso, non viene mantenuta col necessario rispetto. Mi capita spesso di trovarmi in mano cassette Umatic, oppure BetaSP, conservate dentro una sorta di "busta" di nylon, piuttosto che nelle custodie in plastica. Chiaramente, ogni tanto, si verificano dei problemi. Testine che si sporcano, nastri che si "incollano" e non vanno più né avanti, né indietro. Coi D2, anche se mi arrivano nelle loro scatole, spesso ci sono dei problemi di compatibilità. Se mi arriva un nastro RAI e ho la fortuna di trovare una scheda tecnica completamente riempita e leggo VPR-300... sto con gli occhi spalancati, perché può succedere che l'immagine si divide in 4, due delle quali sono sfocate o addirittura di un "bel" grigio uniforme. O si sono sporcate le testine video, oppure la macchina con cui è stato registrato il programma era fuori compatibilità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.broadcaststore.com/watermark.cfm?strFileType=Model&amp;amp;strFileName=5291%2Ejpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.broadcaststore.com/watermark.cfm?strFileType=Model&amp;amp;strFileName=5291%2Ejpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con le macchine da 1", superato il problema della muffa depositatasi su bobine tenute in scatole non ermeticamente chiuse, tutto è assai più semplice. Basta trovare un VTR funzionante, naturalmente... e ricordare che i "pollici" non sono tutti uguali. Sicuramente un VPR 3 può riprodurre un nastro registrato da un BVH 2000 e viceversa, ma le prestazioni sono ben diverse. Qui a fianco c'è la foto di un BVH-3100, uno dei migliori prodotti di casa Sony. La fabbrica giapponese e l'americana Ampex hanno costruito migliaia di esemplari di VTR da 1" C. I più sofisticati VPR-3 e BVH 3100 sono la punta di diamante, ma credo che gli inarrestabili VPR-2 e BVH-2000, dei veri muli resistenti a ogni sforzo, siano in assoluto le "macchine" più amate dai montatori che le hanno usate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-1758436144882867628?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/1758436144882867628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=1758436144882867628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1758436144882867628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1758436144882867628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/05/d2-bvh-vpr.html' title='D2, BVH, VPR...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-1797454042292546481</id><published>2007-04-28T16:31:00.000+02:00</published><updated>2007-04-28T16:53:58.959+02:00</updated><title type='text'>Il preset del Time Code nei VTR Sony (e simili)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Naturalmente il Time Code, al momento di montare un programma, necessita di alcune importanti attenzioni. Anzitutto, occorre assicurarsi che la continuità sia totale per tutta la durata della registrazione. Utilissimo è anche scegliere un punto d'inizio che consenta di tenere sotto controllo la lunghezza del programma che si sta montando dato che, a differenza di quando si lavora su un sistema nonlineare, tagliare dei pezzi in caso di durata eccessiva non è agevole. Io ho l'abitudine di partire a 10:00:00:00. Perché non a 00.00.00.00? Anzitutto perché può esserci qualche macchinario di messa in onda o di mixaggio audio che "impazzisce" in fase di preroll proprio intorno allo zero, dato che il fotogramma precedente è il 23:59:59:24. C'è anche chi preferisce iniziare a 01:00:00:00. Questione d'abitudine. In Mediaset, ad esempio, preferiscono fare iniziare le barre a 00:00:00:00, mentre il programma comincia a 00:02:30:00.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fondamentalmente è preferibile montare in Insert su un nastro precedentemente registrato con time code e black &amp; burst, ma a volte non c'è il tempo fisico di preparare la cassetta, quindi occorre montare in Assemble. Ciò significa registrare control track, segnali video e audio e Time Code tutti insieme. Particolare cura occorre, quindi, nel predisporre gli interruttori (o i comandi sul display del menù, nei registratori IMX) del Time Code Generator. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io ho l'abitudine di configurarli, rispettivamente, su &lt;strong&gt;Preset&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Free Run&lt;/strong&gt;. Il Preset del primo mi consente di impostare il valore di inizio Time Code direttamente da centralina (1st Edit nelle Sony BVE e Stripe Loaded Time nelle Ampex ACE), quindi a ogni edit il generatore si predispone automaticamente in Regen mode (anche se esiste l'apposita funzione). Il Rec Run nel secondo, invece, può essere utile quando, impostando manualmente il valore di inizio Time Code dal pannello frontale del VTR, si vuole essere certi che il conteggio inizi solo al momento di premere i pulsanti di Rec/Play. Occorre evitare di mantenere Rec Run attivato durante il montaggio, perché a ogni edit vengono ripetuti alcuni fotogrammi, quindi la codifica non è continua e possono di conseguenza verificarsi problemi al primo match edit (Reel Tag nelle ACE e Time Track nelle BVE).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-1797454042292546481?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/1797454042292546481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=1797454042292546481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1797454042292546481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1797454042292546481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/04/il-preset-del-time-code-nei-vtr-sony-e.html' title='Il preset del Time Code nei VTR Sony (e simili)'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-6351670700115845528</id><published>2007-04-27T22:51:00.000+02:00</published><updated>2007-04-27T23:43:06.432+02:00</updated><title type='text'>Del generatore di Time Code</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;Time Code&lt;/strong&gt; (in italiano: "codice di tempo", ma nessuno usa questa traduzione) è un segnale audio, che viene registrato su una specifica traccia, oppure un'informazione video immagazzinata su alcune righe del fotogramma. Nel primo caso, dato che la pista audio corre lungo tutto il nastro, parallela alle altre, si parla di LTC (Longitudinal Time Code). Nel secondo caso, dato che gli impulsi video si trovano nell'area non visibile dell'immagine, quella che si trova immediatamente al di sopra di ciò che si vede sullo schermo, si usa chiamarlo VITC (Vertical Interval Time Code). Questi impulsi, di norma, identificano ogni frame sulla base di ore, minuti, secondi e fotogrammi. Nel PAL (sistema televisivo europeo) e nel SECAM (sistema televisivo francese) i valori partono da 00:00:00:00 per finire a 23:59:59:24 (e quindi ricominciare da 0). Nel sistema NTSC (USA e Giappone) e nel PAL/M (Brasile), i fotogrammi al secondo sono 30, quindi un fotogramma prima dello "zero" si avrà 23:59:59:29. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;A cosa serve il Time Code? Permette di identificare con precisione ogni singolo fotogramma, in maniera immutabile. Se non ho il Time Code registrato su nastro, è chiaro che una certa immagine non potrà essere individuata facilmente. Il contatore del VCR o del VTR, infatti, potrà fornirmi solo delle indicazioni approssimative. Se, con una bobina da 1", azzerando il timer al momento di caricare la macchina, posso recarmi nei paraggi della scena che mi interessa (ad esempio: "circa un'ora e un quarto" dall'inizio del nastro), con le videocassette, specie se non sono state riavvolte al momento dell'espulsione, le cose si complicano ancora di più. Un segnale che contiene tutte le informazioni temporali può essere di grande aiuto.&lt;br /&gt;Gestire i vari nastri utilizzati per montare un programma è assai più semplice, ma è anche importante che il Time Code sia impostato in modo da avere una delle seguenti condizioni:&lt;br /&gt;1) Un flusso ininterrotto di dati, in modo che una cassetta da un'ora contenga effettivamente una registrazione che, ad esempio, inizia a 10:00:00:00 e finisce a 11:00:00:00;&lt;br /&gt;2) Un flusso di dati che può essere discontinuo, ma che coincide con l'orario effettivo della registrazione: posso così trovare una scena girata alle 16:35:00:00 perché il Time Code era stato sincronizzato con l'ora esatta.&lt;br /&gt;Specialmente per quanto riguarda il master di un programma, è importante che il Time Code rientri nella categoria 1, dato che occorre avere un'esatta idea della durata.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-6351670700115845528?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/6351670700115845528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=6351670700115845528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6351670700115845528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/6351670700115845528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/04/del-generatore-di-time-code.html' title='Del generatore di Time Code'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-29912813688234058</id><published>2007-04-16T10:17:00.000+02:00</published><updated>2007-04-16T10:30:14.300+02:00</updated><title type='text'>Montaggio offline</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.geniusdv.com/weblog/archives/Avid%20Capture%20log%20mode.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.geniusdv.com/weblog/archives/Avid%20Capture%20log%20mode.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ho già provveduto a precisare che non mi piace, parlando del montaggio, distinguere tra "analogico" e "digitale", anche perché una workstation che acquisisce e scarica su Beta SP ha molto poco di digitale rispetto a una centralina BVE 9100 che controlla mixer video e audio digitali, DVE e DigiBeta. Online e offline, quindi, oppure (meglio ancora) lineare e non lineare, sono per me definizioni più corrette.&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;Detto questo, ecco &lt;a href="http://www.geniusdv.com/"&gt;un sito molto interessante&lt;/a&gt; per coloro che si occupano di montaggio non lineare. Ci sono molte interessanti "dritte" per chi lavora con Avid, FCP e via dicendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-29912813688234058?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/29912813688234058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=29912813688234058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/29912813688234058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/29912813688234058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/04/montaggio-offline.html' title='Montaggio offline'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-1167011560238585250</id><published>2007-03-26T09:47:00.000+02:00</published><updated>2007-03-26T10:34:04.139+02:00</updated><title type='text'>Formati di registrazione/U-matic, il caro vecchio "tre quarti"...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://umatic.palsite.com/full/vo5850.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 311px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" height="228" alt="" src="http://umatic.palsite.com/full/vo5850.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Credo che nessun formato di registrazione analogica sia più amato, da chi ci ha avuto a che fare, del glorioso 3/4" (leggi "tre quarti di pollice"), utilizzato per decenni dalle tv private e pubbliche di tutto il mondo, e tuttora ben lungi dall'essere definitivamente scomparso. Se dovessimo fare un elenco delle meraviglie tecnologiche prodotte dall'Uomo nel corso del XX Secolo, gli spetterebbe certo un posto di primo piano, assieme a miti come la Fiat 500, il Maggiolino Volkswagen, il Supermarine Spitfire, il P-51 Mustang e via dicendo. Cosa significa 3/4"? Un nastro alto all'incirca 19,05 mm, anzitutto, avvolto in una videocassetta di dimensioni ragguardevoli, specie se confrontate con le attuali MiniDV, che normalmente (a parte l'uso dell'LP o di particolari cassette da 90 minuti) garantiscono una durata massima di registrazione di 60 minuti, proprio come le U-matic. Nello spazio fisico occupato da una cassetta da 3/4 entrano decine di MiniDV! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occorre anche fare un po' di chiarezza sul significato del nome. Creato e brevettato dalla Sony, impiegato anche da altri fabbricanti quali National Panasonic, JVC e Hitachi, il sistema prende il nome dal percorso a forma di "U" compiuto dal nastro attorno al tamburo che ospita le due testine rotanti. Esistono due livelli qualitativi: High Band (o HB, "alta banda") e Low Band (o LB, "bassa banda"). La Sony classificava i modelli LB con la sigla iniziale VO, mentre gli HB (considerati apparecchi broadcast) erano identificati con la sigla BVU. Impropriamente, specie nel mondo del broadcasting italiano, si usa definire BVU le cassette U-matic HB e U-matic le cassette U-matic LB. Nello standard televisivo NTSC, impiegato da USA e Giappone, i videoregistratori HB o LB possono indifferentemente riprodurre nastri registrati nell'uno o nell'altro formato. Nello standard PAL (e, per quanto mi ricordi, anche nel SECAM), invece, un LB letto in un HB o un HB letto in un LB si vedono in bianco e nero. Solo gli ultimi modelli di BVU SP erano in grado di riprodurre a colori, anche in PAL, cassette LB o HB. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I videoregistratori U-matic LB, come ad esempio i VO-5850P, sono stati per lungo tempo i muletti instancabili che hanno equipaggiato le TV locali italiane, e penso che ancor oggi molte emittenti li stiano utilizzando, anche se i Betacam, magari gli "economici" serie UVW, e i vari MiniDV, DVCam e DVC Pro hanno guadagnato il loro posto in "prima linea". Normalmente i 5850 si impiegavano per semplici operazioni di montaggio, controllati dalla centralina RM440. I BVU, come gli 820 e gli 850, affiancavano le macchine da 1" e i Betacam in sistemi più potenti, governati da centraline come le Ampex ACE o le Sony BVE. Ad esempio, quando montavo le puntate del Maurizio Costanzo Show (o di altri spettacoli), c'era la "camera 4", sistemata in cima al loggione del Parioli, che riprendeva un'inquadratura larghissima del teatro, registrata in permanenza da un BVU, col solo scopo di fornire un'immagine che tornava utile per coprire certi tagli che, con le riprese più ravvicinate, sarebbero apparsi assai evidenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://umatic.palsite.com/index.html"&gt;http://umatic.palsite.com/index.html&lt;/a&gt; è un indirizzo al quale potete trovare notizie e curiosità riguardanti questo sistema, ormai in via di estinzione, ma che ha "fatto la storia" della TV.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-1167011560238585250?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/1167011560238585250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=1167011560238585250' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1167011560238585250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/1167011560238585250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/03/u-matic-caro-vecchio-trequarti.html' title='Formati di registrazione/U-matic, il caro vecchio &quot;tre quarti&quot;...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-3304883665516408527</id><published>2007-03-23T00:21:00.000+01:00</published><updated>2007-03-26T10:32:26.355+02:00</updated><title type='text'>Aiuto... si vede in bianco e nero!!!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Mi è capitato proprio ieri. Arriva un giovane collega che lavora in una sala Avid, deve acquisire da Beta SP (un BVW75p) ma il segnale non è a colori.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Verifico che i collegamenti siano in ordine, nulla da fare. Il video arriva in bianco e nero nell'Avid sia attraverso il component che attraverso il composito, ma soprattutto anche il monitor "di presenza", collegato all'uscita "super" della macchina è alimentato da un'immagine in bianco e nero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Provo a far uscire dall'Avid un segnale di barre colore. Si vedono in bianco e nero, ma la cassetta che registro, portata in un'altra sala, è a colori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Scoperchio la macchina, la spengo, sfilo e infilo la scheda n.7 del TBC, tutto torna normale. Era solo un falso contatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-3304883665516408527?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/3304883665516408527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=3304883665516408527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3304883665516408527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/3304883665516408527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/03/aiuto-si-vede-in-bianco-e-nero.html' title='Aiuto... si vede in bianco e nero!!!'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7324375522455307824</id><published>2007-01-30T13:38:00.000+01:00</published><updated>2007-01-30T14:06:28.171+01:00</updated><title type='text'>Monoscopi... c'era una volta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pembers.freeserve.co.uk/Test-Cards/FuBK-TSI1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.pembers.freeserve.co.uk/Test-Cards/FuBK-TSI1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Questo tipo di monoscopio è in uso presso la TV Svizzera (cui si riferisce l'immagine pubblicata) e Sky Italia. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;I generatori di monoscopio sono molti, col passare del tempo hanno aumentato in precisione ed affidabilità, anche se si vedono sempre meno in giro. Basti pensare alla RAI, che una volta trasmetteva il monoscopio per molte ore al giorno, normalmente al mattino dalle 9 alle 13, e adesso lo manda in onda di notte, all'incirca una volta al mese per &lt;a href="http://www.gthelectronics.com/images/perth4x3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.gthelectronics.com/images/perth4x3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ognuna delle tre reti. Se inizialmente il monoscopio era un vero e proprio cartello (fotografato e stampato su carta o impresso su una diapositiva) che veniva inquadrato da una telecamera, adesso il segnale di riferimento viene generato da un'apparecchiatura elettronica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Philips, che vediamo qui sopra, è uno dei più diffusi, in Italia lo utilizzano i canali RAI.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La funzione più importante è quella di controllare i livelli di luminosità, colore e nero (grazie alla presenza delle barre di colore e di una scala di grigi). Il multiburst permette di controllare la banda passante e il livello di definizione, il reticolo ha lo scopo di controllare la convergenza del tubo catodico del televisore che riceve il segnale, vi sono poi altri riferimenti utili a verificare centratura e corretta geometria dell'immagine.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7324375522455307824?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7324375522455307824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7324375522455307824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7324375522455307824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7324375522455307824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/01/monoscopi-cera-una-volta.html' title='Monoscopi... c&apos;era una volta'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-8332113130972864696</id><published>2007-01-30T09:22:00.000+01:00</published><updated>2007-03-26T10:35:57.036+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='durata nastri video da 1&quot;'/><title type='text'>Formati di registrazione/Durata dei nastri video da 1"</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.blatata.com/Deck/Ampex/VPR-3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.blatata.com/Deck/Ampex/VPR-3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se per le videocassette, di norma, la durata è espressa ben chiaramente sull'etichetta (KCA 30 significa 30 minuti, B-60 ML un'ora e così via), per i nastri da 1" la lunghezza in piedi è l'unico elemento utile per sapere quanto tempo si ha a disposizione per ogni bobina. Anche se nessuno, o quasi, al giorno d'oggi, registra più sui nastri da un pollice, può capitare magari di dover riprodurre un vecchio programma e non sapere quanto dura. Ecco quindi un breve riepilogo dei nastri più diffusi:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;0520 durata utile 10'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1630 durata utile 30'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3170 durata utile 60'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4610 durata utile 90'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;5100 durata utile 105'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;6050 durata utile 120' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;9200 durata utile 180'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attenzione: per poter riprodurre un nastro da 9200 piedi occorre un videoregistratore in grado di accogliere una bobina di grandi dimensioni (naturalmente anche la bobina raccoglitrice deve essere dimensionata per ricevere 9200 piedi di nastro). Solo il VPR-3 della Ampex (nella foto), per quel che ne so io, ha lo spazio sufficiente. I VPR-6 o VPR-80 e i Sony BVH 2000/2500/3100 accettano al massimo le 6050. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-8332113130972864696?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/8332113130972864696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=8332113130972864696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8332113130972864696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8332113130972864696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/01/durate-dei-nastri-video.html' title='Formati di registrazione/Durata dei nastri video da 1&quot;'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-5538786150104526450</id><published>2007-01-17T09:18:00.000+01:00</published><updated>2007-01-17T11:11:22.530+01:00</updated><title type='text'>Fare una dissolvenza in un montaggio lineare</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.geocities.com/Hollywood/Studio/6232/9100.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.geocities.com/Hollywood/Studio/6232/9100.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avid e gli altri sistemi di montaggio non lineare permettono di effettuare una dissolvenza (o una tendina o qualsiasi altro effetto) in qualunque momento della timeline, basta semplicemente cliccare sul punto di edit e aggiungere l'effetto desiderato. Problemi di rendering a parte, il tutto è immediatamente disponibile e facilmente modificabile. Nel caso del montaggio lineare, invece, le cose non sono così semplici. I casi sono due:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) Il registratore è una macchina &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt; dotata di &lt;strong&gt;preread&lt;/strong&gt; (ad esempio &lt;strong&gt;D2, DigiBeta, Beta SX o IMX&lt;/strong&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) Il registratore è una macchina &lt;strong&gt;analogica&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Beta SP, 1", BVU&lt;/strong&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel primo caso, è possibile ottenere l'effetto utilizzando la stessa capacità che ha il recorder, grazie alle testine supplementari, di trasformarsi in una "seconda macchina virtuale". Vale a dire che, dato che la registrazione avviene su nastro, l'effetto ha bisogno del mixer video, che combinerà tra loro le due (o più) fonti video necessarie alla realizzazione dell'effetto, inviando il risultato al videoregistratore "master". Se sto montando un'intervista, ad esempio, e voglio passare in dissolvenza incrociata da un punto all'altro del girato, dovrà essere possibile passare, col mixer video, dalla "macchina A" alla "macchina B". &lt;strong&gt;Il preread trasforma il registratore in "macchina A", permettendo il mixaggio dei fotogrammi necessari a effettuare la dissolvenza tra questi e la "macchina B".&lt;/strong&gt; In pratica, posso utilizzare &lt;strong&gt;due macchine (recorder e player) come se ne avessi tre&lt;/strong&gt;. Attenzione, però: devo essere ben certo di quello che faccio, perché, se utilizzo gli ultimi 20 fotogrammi della scena precedente per legarmi in dissolvenza (della durata di 20 frame) alla successiva, in caso cambiassi idea quei 20 fotogrammi ormai &lt;strong&gt;sono stati cancellati&lt;/strong&gt; e sostituiti dalla dissolvenza che li combina coi nuovi frame, quelli della scena seguente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel secondo caso, occorre avere &lt;strong&gt;una macchina a disposizione per ognuno dei componenti dell'effetto&lt;/strong&gt; che ho in mente di produrre. Se si tratta di una dissolvenza incrociata, quindi, ho bisogno del recorder e delle macchine "A" e "B". Tornando all'intervista di cui sopra, però, se non ho avuto l'accortezza di registrare i diversi brani su altrettante cassette, in modo di avere su ciascun videoregistratore il pezzo che mi interessa e passare dall'uno all'altro (e ciò non accade praticamente mai), dovrò necessariamente copiare sul cosiddetto&lt;strong&gt; "B roll"&lt;/strong&gt; tutta l'intervista, o almeno le scene che dovranno essere usate per le dissolvenze.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sì, ma come si fa a fare una dissolvenza? La domanda sembra stupida, ma chi è abituato a lavorare in Avid e si trova a confrontarsi con un'ACE o una BVE può avere qualche difficoltà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora una volta, la procedura cambia a seconda che si lavori con una macchina dotata di preread oppure no. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caso Preread: trovo l'Entry Point e quindi imposto la dissolvenza (o quel che è) da Preread a Player, trovo l'Entry Point sul Player e ho fatto. Nelle ACE che hanno avuto il software aggiornato con l'inserimento della modalità Rd-&gt;Write basta trovare questa Source nel menù apposito, il Preread si attiva automaticamente, così come il crosspoint (Xpnt) in uscita dal mixer video sarà quello del Recorder. Nelle ACE con software più vecchio, invece, conviene impostare il Xpnt del Recorder per una delle Aux Sources (io mi trovo bene col Xpnt del Recorder assegnato sulla Aux 1), quindi l'effetto sarà, ad esempio, Diss From Aux 1 To A, quindi seleziono manualmente il Preread su On dal pannello di comando del Recorder. Registrato l'effetto, occorre passare di nuovo a Preread Off.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caso "macchina analogica" senza preread. Non posso usare gli ultimi fotogrammi della precedente inquadratura, sul Recorder, come fonte per la dissolvenza (a meno che non abbia a disposizione una Axial Digital Suite full optional, con la cache funzionante). Quindi devo trovarmi l'Entry Point sul Recorder, andare sul Player A e trovare il frame corrispondente. Quello sarà il punto d'inizio della dissolvenza verso il Player B, sul quale ovviamente avrò trovato il relativo entry point. In pratica, ottengo un matchframe (taglio "invisibile") dal quale fare iniziare il passaggio da A a B. Come si fa a trovare il punto per il matchframe sul Player? Le centraline hanno tutte la possibilità di calcolarlo per noi. Selezionato l'Entry Point sul Recorder, impostiamo in uscita il Player che abbiamo usato per riprodurre l'ultima scena e selezioniamo, con l'ACE, "Reel Tag", con la BVE il tasto si chiama "Time Track". Entrambi i sistemi possono attivare l'Auto Tag, vale a dire che, impostando un effetto (che non sia "Cut", naturalmente), segnando l'Entry Point sul Recorder, la centralina calcolerà da sola il fotogramma corrispondente sul Player. Avendo, quindi, i punti su Recorder e Player, basterà trovare l'inizio della nuova scena alla quale si vuole passare con l'effetto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-5538786150104526450?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/5538786150104526450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=5538786150104526450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/5538786150104526450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/5538786150104526450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/01/fare-una-dissolvenza-in-un-montaggio.html' title='Fare una dissolvenza in un montaggio lineare'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-345124116292628631</id><published>2007-01-02T09:27:00.000+01:00</published><updated>2007-01-02T11:23:59.448+01:00</updated><title type='text'>Formati di registrazione/Betacam... un po' di storia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Digibeta-L.jpg/250px-Digibeta-L.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Digibeta-L.jpg/250px-Digibeta-L.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Digibeta-L.jpg/250px-Digibeta-L.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Il più diffuso formato di registrazione broadcast, al momento, è senza dubbio il Betacam. Questo nome, però, non indica semplicemente una videocassetta, quanto piuttosto una famiglia abbastanza numerosa. Originariamente, sul finire degli anni Settanta, le varie industrie del settore audiovisivo, europee e giapponesi in primo luogo, iniziarono a sviluppare un sistema di videoregistrazione domestica che garantisse la massima circolazione possibile, a livello mondiale, di produzioni video professionali e/o amatoriali. Film o spettacoli di vario genere, da acquistare o noleggiare, così come le riprese di vita quotidiana, necessitavano di un supporto semplice e affidabile, in grado di essere riprodotto praticamente ovunque, un po' come avveniva con le cassette audio Stereo 7. Esisteva una vera e propria babele di formati di videoregistrazione, nati in maniera estemporanea dagli studi di questa o quella fabbrica. La Philips, cui si era successivamente associata la Grundig, aveva sviluppato il VCR, in grado di registrare cassette da un'ora (ulteriori migliorie apportate al sistema permisero di raggiungere fino a tre ore di durata), basate sull'impiego di nastro da 1/2" al biossido di cromo. Altre industrie, come le giapponesi Sony, Shibaden, JVC e Hitachi, si erano orientate sempre sul mezzo pollice, ma preferirono utilizzare le bobine "aperte", realizzando VTR che potevano registrare fino a un'ora, prima in bianco e nero e poi a colori. Il formato, che garantiva una perfetta compatibilità fra i vari marchi, venne denominato EIAJ. Un altro formato a bobine, utilizzante però nastri da 1/4", misura utilizzata dai fabbricanti di registratori audio per impiego domestico e semiprofessionale (Revox, Uher e altri), venne sviluppato dalla Akai, che produsse videoregistratori portatili dotati di telecamera, sia in bianco e nero che a colori. Nuovi formati, destinati a scomparire dal mercato nel giro di poco tempo, furono introdotti da altre marche. In questa atmosfera di generale caos, quindi, si decise di tentare la strada di uno standard che fosse in grado di sostituire tutti i sistemi preesistenti. Il tentativo era destinato a fallire, perché le industrie europee preferirono puntare su un prodotto dal nome assai ambizioso, il Video 2000. Progettato da un consorzio che aveva come capofila la Philips, basato su cassette che permettevano un'ottima qualità di registrazione e, soprattutto, la possibilità di registrare su entrambi i lati, il Video 2000 in realtà non riuscì nemmeno a vedere gli anni '90. In Giappone, la nascita di un consorzio tra le varie industrie del settore, vide l'improvviso abbandono del gruppo Matsushita/JVC, che utilizzarono il know-how ottenuto dalle ricerche per mettere in commercio un sistema denominato VHS (Video Home System). La Sony, rimasta da sola, proseguì il lavoro di progettazione e, praticamente in contemporanea con Video 2000 e VHS, lanciò sul mercato il Betamax. La lotta per la sopravvivenza, dopo qualche anno, decretò la vittoria del VHS (a mio avviso il peggiore dei tre standard). Philips cessò di produrre apparecchi Video 2000 e iniziò a commercializzare VHS, così come fecero tutti i marchi giapponesi, compresa la Sony, che pure aveva caparbiamente proceduto nell'evoluzione del Betamax proponendo ottimi modelli con audio stereo hi-fi. Le linee di montaggio delle videocassette Beta, però, erano sempre lì a disposizione e alla Sony sembrò certo un peccato mandare tutto quanto in rottamazione. L'uovo di Colombo, la soluzione che permise di salvare l'investimento quasi vanificato dal "tradimento" di Matsushita/Nivico, fu la decisione di proporre questo formato per la registrazione broadcast, puntando dritto sul mercato dell'ENG (Electronics News Gathering). Le ridotte dimensioni delle cassette Beta (già più piccole anche delle VHS) rispetto alle U-matic S, insieme alla creazione di un nuovo sistema di registrazione, il &lt;strong&gt;component &lt;/strong&gt;e alla possibilità di registrare su due canali audio anche in stereo e con Dolby, permisero di realizzare un vcr portatile molto compatto. I primi modelli venivano portati a tracolla, in seguito nacque il famoso "culetto", videoregistratore &lt;a href="http://www.v-visitors.net/images/hotframe/big1.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.v-visitors.net/images/hotframe/big1.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;da applicare direttamente sul retro di una telecamera a spalla, in modo da formare un tutt'uno. Un esempio di product placement riguardante questo camcorder è rappresentato dalla serie televisiva "V-Visitors", trasmessa nel 1983, dove si vede il giornalista Mike "Ace" Donovan documentare la reale, mostruosa, natura degli extraterrestri, utilizzando proprio un Betacam. Le cassette avevano solo un difetto: la durata massima di registrazione, circa 30 minuti (ottenuta usando ad altissima velocità le cassette che, in Betamax, duravano 3 ore), se era adatta all'utilizzo ENG, non permetteva certo di sperare in un futuro utilizzo per gli altri settori del broadcast, essendo impensabile registrare un film o uno spettacolo in tanti segmenti da mezz'ora ciascuno. Di lì a poco, quindi, venne immesso sul mercato il Betacam SP. Caratteristica fondamentale del nuovo sistema, la compatibilità in riproduzione col "vecchio" Betacam, ma -soprattutto- la nascita delle nuove cassette "large", che permettevano di registrare fino a 90 minuti (in NTSC, mentre in PAL una cassetta da 90 può arrivare a contenere fino a 115 minuti). Il Dolby è sempre in funzione coi nastri SP e, oltre ai canali audio 1 e 2, sono disponibili altre due tracce audio, registrate in PCM dalle teste video. Il fatto che esse siano accoppiate alle immagini, però, comporta che, in caso di video insert, la nuova registrazione inevitabilmente cancella il segnale sonoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Col passare del tempo sono nati nuovi formati basati tutti sul sistema Betacam, analogici e digitali. Oltre alle apparecchiature nate specificamente per il mercato broadcast (caratterizzate, come d'abitudine nel catalogo Sony, dalla lettera B, come ad esempio il BVW-75), ci sono poi le "professionali", che si collocano un gradino sotto come qualità e prestazioni (la serie PVW) e, al livello più basso, le "economiche" (come l'UVW-1800). Professionali ed economiche hanno solo due canali audio (ma sono disponibili kit per aumentare a quattro le tracce dei PVW-2800). Seguendo l'evoluzione tecnica che ha fatto nascere il DCT Ampex (evoluzione del D-2 registrato in Digital Component), anche la Sony ha lanciato all'inizio degli anni 90 il Betacam DCT, noto come Digital Betacam. Quattro canali audio digitali e preread sono le caratteristiche principali di questo formato, cui si sono affiancati in seguito anche l'SX e l'IMX. I tre sistemi digitali sono tutti in grado di riprodurre cassette Betacam SP. La compatibilità fra DigiBeta, SX e IMX, in lettura, varia a seconda dei modelli delle varie macchine. Gli SX possono leggere solo gli SP, gli IMX possono leggere tutti gli SX e, i più recenti, anche i DigiBeta. Tutte le varianti digitali del Betacam hanno, oltre agli ingressi e uscite a/v analogici e component, anche ingressi e uscite SDI con audio embedded, che permettono di effettuare un numero di generazioni virtualmente infinito, con zero perdita di qualità. Se ve la cavate bene con l'inglese, vi suggerisco un'occhiata su &lt;a href="http://www.dv-edit.com/"&gt;http://www.dv-edit.com/&lt;/a&gt;, dove trovate altre notizie sui formati di registrazione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-345124116292628631?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/345124116292628631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=345124116292628631' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/345124116292628631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/345124116292628631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2007/01/formati-di-registrazionebetacam-un-po.html' title='Formati di registrazione/Betacam... un po&apos; di storia'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-2229814711320612108</id><published>2006-12-19T12:31:00.000+01:00</published><updated>2006-12-19T12:48:26.337+01:00</updated><title type='text'>Preread</title><content type='html'>Non mi scorderò mai una segretaria diventata producer che, un giorno, mi chiese candidamente: "Ma preread e preview non è la stessa cosa?"&lt;br /&gt;E no, che non è la stessa cosa... Probabilmente sono in pochi, al giorno d'oggi, a porsi il problema, dato che lavorando su un Avid o un Final Cut non occorre certo preoccuparsi del preread, il cui posto viene egregiamente preso dal sovrapporsi di tracce video. Una volta non era così (e non lo è tuttora se si lavora con una centralina lineare) e, per realizzare qualsiasi tipo di effetti, dalla semplice dissolvenza, all'inserimento di un titolo, al più complicato "svolazzamento" di immagini, c'era bisogno di un numero spropositato di videoregistratori e di un altrettanto spropositato numero di passaggi da una macchina all'altra, aggiungendo a ogni copia nuovi arricchimenti... Tutto questo fino al momento in cui, sui D2, comparve il "read before write" (tuttora chiamato Rd-&gt;Wr nelle ACE che prevedono questa opzione), vale a dire la possibilità di usare due testine supplementari di lettura, poste sul tamburo immediatamente prima di quelle di registrazione, sì da avere virtualmente una macchina in lettura cui aggiungere le immagini provenienti dal player. Esempio: monto un qualsiasi servizio, posso usare il read before write per passare in dissolvenza incrociata da un'inquadratura all'altra, anche se provengono tutte dalla stessa cassetta, senza bisogno di fare copie (i famosi A/B roll). Anni fa, mi ricordo che un collega montatore (all'epoca c'erano i nastri da 1"), al suo primo turno di montaggio, doveva inserire il titolo di un episodio sul master, e diventava matto perché il VTR, passando attraverso il mexer video dover aveva preparato in sovraimpressione la pagina Chyron (titolatrice), "innescava". Stava applicando il concetto di preread prima che questo fosse stato inventato. Dopo l'Ampex e i suoi D2, visto che il sistema aveva ottenuto una lusinghiera accoglienza sul mercato, anche la Sony lanciò una macchina digitale, il Digital Betacam, dotata dello stesso dispositivo, che però era stato, appunto, ribattezzato preread. Oltre ai Digital Betacam, anche le altre evoluzioni digitali del Beta come l'SX e l'IMX sono dotate di preread.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-2229814711320612108?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/2229814711320612108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=2229814711320612108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2229814711320612108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2229814711320612108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/preread.html' title='Preread'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-2466048472071078358</id><published>2006-12-13T18:57:00.000+01:00</published><updated>2006-12-13T20:02:42.161+01:00</updated><title type='text'>Nastro contro hard disk...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La videocassetta rappresenta, ancora, nella maggioranza delle situazioni, il prodotto finale da impiegare per la messa in onda di un prodotto (anche se pian piano, specie nei canali satellitari, hard disk e server vari stanno prendendo piede) e, comunque, è il supporto privilegiato per fare circolare film, telefilm e programmi vari nei circuiti di distribuzione broadcast. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche i sistemi di montaggio non lineari, quindi, al termine del lavoro di postproduzione,  normalmente"risputano" il contenuto della timeline su nastro magnetico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Montare su nastro video (montaggio on-line) o all'interno della memoria di un computer (montaggio off-line), due sistemi totalmente diversi. Meglio l'uno o l'altro?  La risposta dipende da molteplici fattori. Se c'è bisogno di essere pronti in pochi minuti col servizio giornalistico riguardante un fatto di cronaca che deve immediatamente essere trasmesso sul telegiornale del quale sta già andando in onda la sigla, probabilmente il montaggio convenzionale è il più adatto. Un bravo montatore riesce a confezionare il tutto a tempo di record e, se la saletta è dotata di VTR e mixer audio e video digitali, può anche permettersi il lusso di inserire qualche dissolvenza incrociata. La maggiore comodità, naturalmente, è rappresentata dal fatto che un recorder e uno o più player sono a disposizione in permanenza e tra l'inserire la cassetta, trovare il punto e fare un edit passa pochissimo. Una saletta off-line, viceversa, richiederà l'acquisizione delle immagini girate dalla cassetta alla memoria del computer e, al termine, lo scarico su nastro (se il sistema di montaggio non è collegato in network o in bassa frequenza alla messa in onda). Se non c'è tutta questa fretta, spesso è l'off-line a vincere. Servizi giornalistici da inserire in un magazine settimanale, documentari, fiction di ogni genere, videoclip o spot pubblicitari sono tutti prodotti che permettono di apprezzare l'altro significato dell'espressione "non lineare": poter inserire inquadrature, effetti ed effettuare qualsiasi altra modifica ovunque nel montaggio, senza bisogno di andare "in ordine", come accade invece quando si monta su nastro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-2466048472071078358?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/2466048472071078358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=2466048472071078358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2466048472071078358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2466048472071078358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/nastro-contro-hard-disk.html' title='Nastro contro hard disk...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-8800286759640119588</id><published>2006-12-12T13:21:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T14:37:32.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regen'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Time code'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='assemble'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='preset'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='free run'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insert'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='barre'/><title type='text'>First edit / Stripe loaded time</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Preparare un nastro video per il montaggio, oltre al settaggio del TC di cui al precedente post, presume anche una serie di piccoli accorgimenti. Tanto per cominciare, il valore di TC a cui fare iniziare il programma. Io preferisco partire da 10:00:00:00. La ragione è semplice: il numero è "quasi" uguale a zero, ma si riduce il rischio che il nastro, in caso di interventi di postproduzione audio successivi al montaggio, o di messa in onda con certi macchinari automatizzati, schizzi chissà dove durante un preroll attorno al TC 00:00:00:00. Si sono verificati inconvenienti, in passato, con valori che balzano da 23:59:59:24 a 00:00:00:00. TC generator con gli switch su PRESET e FREE RUN, quindi si inizia a registrare l'inizio del nastro. Ritengo sia buona norma inserire almeno 2 minuti di barre colore 75% con una nota (1000 Hz, 0 dB) su ognuno dei canali che potrebbero essere usati per registrare. Quando lavoro con un Beta SP, almeno sui canali 1 e 2, con un IMX li riempio anche tutti e otto. Imposto il valore iniziale, come ho detto, 9:57:00:00. Con ACE touchscreen: More/All Tran/R/Stripe/Stripe Load Time/9 57 00 00/Enter; con ACE keyboard: Trans Cntl/More/R 9 57 : : /Stripe/Stripe. Con Sony BVE Ctl+1st Edit/Yes/9 57 15 00/Set In/Rec.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;Arrivati a 9:59:30:00 passo in Assemble mode, tolgo il 1000 Hz e registro nero fino a che posso (per tutta la durata prevista del programma, se ci riesco, così posso montare in Insert e utilizzare gli split). Se ho tempo, prima di montare, altrimenti a fine lavoro, inserisco anche 10 secondi di "coda" countdown da 9:59:50:00.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-8800286759640119588?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/8800286759640119588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=8800286759640119588' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8800286759640119588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/8800286759640119588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/first-edit-stripe-loaded-time.html' title='First edit / Stripe loaded time'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-7206768377400912197</id><published>2006-12-12T12:54:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T13:19:42.490+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regen'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Time code'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stripe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='first edit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='preset'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='free run'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rec run'/><title type='text'>Settaggio time code VTR Sony</title><content type='html'>Sembra una cosa scema, ma usare i videoregistratori Sony con le centraline di montaggio, ACE o BVE che sia, può causare qualche problemino nella corretta registrazione del time code (TC), e quindi nel mantenimento del reel tag (o time track), indispensabile per i match edit (tagli invisibili).&lt;br /&gt;A parte i D2 (DVR-10 o DVR-18), ormai caduti in disuso, tutti gli altri (il discorso vale anche per le macchine costruite su licenza da Ampex o Thomson) hanno due interruttori: PRESET/REGEN e REC RUN/FREE RUN. Inoltre, esiste anche il selettore INT/EXT (serve per scegliere se usare il generatore di TC interno o uno esterno, che dovrà essere collegato all'apposita presa Cannon. Il consiglio, operando con la centralina, è di impostare, naturalmente, il TC su INT. Quindi, selezionare per gli altri due interruttori le posizioni PRESET e FREE RUN. Perché? Il primo deve stare su PRESET perché solo in questo modo si abilita la preselezione attraverso la centralina del valore iniziale del TC che si vuole registrare (ad esempio 9:57:00:00). FREE RUN ha lo scopo di far funzionare il TC generator da subito. Il REC RUN serve in caso di impostazione di un dato valore del TC dal pannello frontale del VTR, e fa partire il TC generator solo nel momento in cui si accende la luce rossa di inizio registrazione (tasto REC). Usando la centralina di montaggio e i relativi comandi, sia di "stripe" (Ampex ACE), sia di "1st Edit" (Sony BVE), chiaramente il REGEN non serve, né tantomeno il REC RUN. Operando in Assemble mode (ma anche in Insert col VITC on) il TC generator sarà normalmente in REGEN mode a ogni edit, con la comodità di non dover cambiare impostazione ogni volta che si prepara il nastro per un nuovo montaggio (e se il VTR non è nell'edit suite, ma in sala macchine o in qualche altro ambiente il vantaggio di questo tipo di setting è assai apprezzabile, credo).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-7206768377400912197?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/7206768377400912197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=7206768377400912197' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7206768377400912197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/7206768377400912197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/settaggio-time-code-vtr-sony.html' title='Settaggio time code VTR Sony'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-575026425427002475</id><published>2006-12-12T09:53:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T10:35:58.969+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Formati di videoregistrazione su nastro e cassetta:&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In principio era il 2", sviluppato dall'Ampex il cui marchio, come spesso accade, per lungo tempo fu sinonimo di programma videoregistrato. "Facciamo partire l'Ampex". Adesso si utilizza l'acronimo RVM (registrazione video magnetica). Dagli imponenti VTR (video tape recorder, cioè videoregistratori a nastro) delle origini, in seguito si passò al formato da 1", assai più semplice, e alle cassette: le mitiche U-matic da 3/4", nelle varie versioni HB e LB e le Betacam da 1/2", originate dalla Sony sulle "ceneri" del sistema home video Betamax, soppiantato dal VHS. Le Betacam hanno avuto un'ulteriore evoluzione, dato che la cassetta ereditata dal Betamax, di ridotte dimensioni, non permetteva di registrare più di 20-30 minuti. Le cassette "large" hanno permesso di avere a disposizione una durata maggiore, fino alle 3 ore e 40 minuti delle IMX impiegate per il PAL. Attualmente i vari standard originati dal Betacam presenti sul mercato sono: il Betacam SP (analogico), i Digital Betacam, Betacam SX e Betacam IMX (digitali). Molti dei videoregistratori Beta digitali sono compatibili, in lettura, con gli altri standard. Ad esempio, esistono degli IMX in grado di riprodurre cassette Betacam, Betacam SP, Digital Betacam ed SX.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un certo successo, nei primi anni 90, fu riscosso dal D2, sistema di registrazione digitale-composito sviluppato dall'Ampex, che permetteva di utilizzare mixer video e audio analogici. Il maggior difetto era quello che occorreva spendere un bel po' di tempo per allineare le testine (edit optimize) e che nel corso di una singola edit session questa operazione doveva essere effettuata più volte. La maggiore semplicità d'uso dei D2 prodotti dalla Sony (DVR10 e DVR18), rispetto ai VPR300 Ampex, molto più critici, ebbe l'effetto di fare letteralmente scomparire questi ultimi dal mercato. L'introduzione di un software per i D2 Ampex che permetteva un'edit optimize automatica durante il preroll non fu sufficientemente tempestiva e né questa innovazione, né la successiva evoluzione digital-component, il sistema DCT, valsero a salvare l'Ampex, che cessò di produrre apparecchiature per il broadcast.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il D2 e il D1 usavano nastro da 3/4" ma, anche se le cassette si somigliavano molto, non erano compatibili. Il D2 Ampex introdusse anche il read-before-write, successivamente noto nelle macchine Sony come preread, che permetteva di effettuare dissolvenze ed altri effetti usando solo un recorder e un player.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-575026425427002475?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/575026425427002475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=575026425427002475' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/575026425427002475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/575026425427002475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/formati-di-videoregistrazione-su-nastro.html' title=''/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-4293500073473270890</id><published>2006-12-12T09:27:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T09:38:58.209+01:00</updated><title type='text'>Montaggio "analoggico" e digitale...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Spesso, per definire il montaggio lineare e quello non lineare (a sua volta definito sbrigativamente "Avid", con buona pace di Final Cut, Premiere &amp;amp; co.), impropriamente si utilizzano gli aggettivi "analogico" e "digitale". Domanda: se lavoro con una BVE 9100 collegata a un gruppo di DigiBeta, mixer video e DVE digitali e mixer audio digitale, oppure con un Avid che acquisisce da un Beta SP (magari un UVW1800)... Qual è il montaggio analogico e quale il digitale"?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco perché preferisco parlare di lineare e non lineare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-4293500073473270890?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/4293500073473270890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=4293500073473270890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4293500073473270890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/4293500073473270890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/montaggio-analoggico-e-digitale.html' title='Montaggio &quot;analoggico&quot; e digitale...'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870008802231995606.post-2228345322834970899</id><published>2006-12-12T08:59:00.000+01:00</published><updated>2007-01-03T08:32:23.660+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='televisione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='editing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='montaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regia'/><title type='text'>Il blog di un videomaker</title><content type='html'>Quando qualcuno mi chiede che lavoro faccio rispondo che sono un videomaker. La mia partita IVA, al codice attività, riporta "regista". Per sopravvivere, spesso, faccio il montatore. Anche perché la televisione italiana, con tutto il fiorire di "scatole vuote" quali sono la maggioranza dei canali, specie nel digitale terrestre, sembra non aver bisogno di tipi come me. O meglio, a quelli come me, con esperienza più che trentennale e un ampio ventaglio di competenze, ma soprattutto con famiglia a carico e la pretesa di venir pagati in misura proporzionata all'anzianità (professionale e anagrafica), preferisce ragazzini inesperti, che vivono a casa con mamma e papà e si accontentano di qualce centinaio di euro, quanto basta per pagare le rate della Smart e comprarsi un nuovo telefonino di tanto in tanto.&lt;br /&gt;Siccome faccio parte di una generazione che è cresciuta a suon di "I have a dream" e di "You can say I'm a dreamer, but I'm not the only one", non sono uno che molla tanto facilmente. Ho consumato le suole delle scarpe ad andare in giro per Roma e Milano lasciando curriculum, DVD demo e biglietti di visita. Triste, nell'Italia del Duemila, sentirsi come quel poveraccio del film "Ladri di biciclette", sapete? Anche perché lui, in fin dei conti, era uno sfigato semianalfabeta. Io parlo quattro lingue, ho scritto due saggi di storia del cinema e realizzato "corti" e videoclip che nei festival nazionali hanno sempre fatto bella figura.&lt;br /&gt;Adesso, eccomi qua con questo blog. Non è un diario, né una raccolta di elucubrazioni per i malati di contemplazione del proprio ombelico. Sto costruendo uno strumento dove condivido coi websurfer le mie competenze. Magari qualcuno che, quando ho bussato alla sua porta, mi ha trattato come un mendicante, legge qua e si rende conto che posso essere utile...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870008802231995606-2228345322834970899?l=marcosisi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcosisi.blogspot.com/feeds/2228345322834970899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1870008802231995606&amp;postID=2228345322834970899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2228345322834970899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870008802231995606/posts/default/2228345322834970899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcosisi.blogspot.com/2006/12/un-videomaker-in-italia.html' title='Il blog di un videomaker'/><author><name>Marco Sisi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14874166237584889820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_6B4h20Cx3OU/S6szyeLEydI/AAAAAAAAAHA/DAR8TqHRsek/S220/Immagine2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
