lunedì 18 agosto 2008

Il timecode generator, questo sconosciuto...

Time Code, grande invenzione senza la quale ormai saremmo tutti incapaci di fare alcunché... Tutti sanno che serve a identificare ogni singolo fotogramma. Diviso in ore, minuti, secondi e fotogrammi (a loro volta suddivisi in primo e secondo semiquadro, ma questo alle centraline o ai sistemi di montaggio non interessa), viene registrato sotto forma di segnale audio (LTC, Longitudinal Time Code) su un'apposita traccia del nastro (nelle cassette Betacam o U-matic HB, oltre alle varie digitali DV, miniDV, DVCam e quant'altro; nei nastri da 1" viene usato, di norma, il canale 3) , o sotto forma di impulsi video nell'intervallo di quadro (VITC).
A differenza del contatore basato sulla control track, che cambia ogni volta che in un videoregistratore viene caricato e scaricato il nastro, il Time Code, essendo registrato, permette di riconoscere inequivocabilmente ogni fotogramma. Quindi, usando gli opportuni accorgimenti, si possono gestire varie cassette del girato, tenere sotto controllo la durata del montaggio e così via. Esempio classico: impostare la registrazione del TC sul master a un valore che permetta di iniziare il montaggio a "zero". Personalmente, piuttosto che a 00:00:00:00, preferisco iniziare a 10:00:00:00. Avere questo valore, infatti, permette di evitare, qualora il nastro o cassetta venisse inserito in un sistema che non gestisce il passaggio da 23:59:59:24 e 00:00:00:00, che ci siano problemi di posizionamento o preroll a inizio programma. In molti studi di montaggio e in molte produzioni RAI, oltre che 10:00:00:00, si preferisce iniziare a 01:00:00:00, praticamente per lo stesso motivo. Naturalmente le barre e nota per allineare i livelli video e audio vengono registrate nello spazio precedente l'inizio programma. Io inizio a 09:57:00:00 con due minuti e mezzo di barre 75% e di nota audio 1000 Hz/0 dB. A 09:59:30:00 lascio 20 secondi di nero, per poi partire col countdown (10 secondi) a 09:59:50:00.
Nelle sale montaggio dei TG Mediaset, invece, le cassette vengono registrate col TC che parte da 00:00:00:00 e i servizi partono da 00:02:00:00. Calcolare la durata partendo da due minuti invece che da zero è un po' più complicato, ma si risparmia molto tempo nel preparare le cassette perché basta riavvolgere, azzerare, "settare" e premere Rec/Play.
Altro esempio: una troupe che esce con più cassette (le telecamere portatili usano cassette small, che raramente superano 60 minuti di durata) può iniziare a registrare a 01:00:00:00 la prima cassetta, a 02:00:00:00 la seconda, e così via. Difficile che vengano usate 24 cassette. In EDL è più facile andare a riconoscere ogni cassetta impiegata, anche se non si imposta il numero di reel ogni volta che si cambia nastro in sede di montaggio.
Oppure: durante la registrazione in studio o in esterni, sincronizzare il TC con l'ora esatta. I nastri registrati su varie macchine, se sincronizzati tra loro, permettono di lavorare in sync-roll su più player, e qualsiasi assistente-segretario di edizione può prendere nota delle "buone" semplicemente guardando l'orologio, senza doversi trovare nei pressi di un monitor con il TC visualizzato.
Come impostare i tasti del TC generator (argomento di questo post)?
Mi sto riferendo ai vari tipi di Betacam da studio, analogici (SP) o digitali che siano (DigiBeta, SX, IMX). Collegati a sistemi di montaggio lineari (ACE o BVE), ma anche quando si lavora "macchina-macchina", preferisco che i controlli del TC generator stiano su PRESET/FREE RUN.
Preset perché posso impostare il valore iniziale direttamente da centralina o dal pannello frontale del Recorder. Free Run perché, montando, il generatore su Rec Run potrebbe "ribattere" una dozzina di fotogrammi a ogni edit, con conseguenti problemi in caso di attacchi in "match frame".
C'è chi pensa che occorre tenere la macchina in Regen, specie in caso di attacchi in Assemble Edit. In realtà i Betacam gestiscono il Regen a ogni attacco, se correttamente impostati. Consiglio di andare a cercare sul menù l'item 610 (REGEN MODE) e di settarlo su AUTO (assemble&insert).

martedì 22 aprile 2008

Sembra facile, "zero dB"...

In RAI si utilizza l'IMX, un sistema di videoregistrazione digitale basato su un'evoluzione delle cassette Betacam. Tre ore e quaranta di durata massima, quattro o otto canali audio incisi analogicamente o digitalmente, ingressi video SDI, composite, component, SDTI. Quasi tutti i nastri registrati negli studi RAI hanno livelli audio altissimi, perché quasi nessuno si preoccupa di verificare come sono predisposti i Vu-meter. Il livello giusto, con 0 dB di valore massimo, è indicato quando il "Meter Scale" indica "Reference 0". Ci si arriva cercando sul menù il numero 806. Il valore "Peak 0", erroneamente usato come riferimento, porta come risultato una registrazione audio con circa 20 dB di troppo.

giovedì 10 aprile 2008

Cercasi tastiera per Scribe

Avete contatti con società di postproduzione tv che, magari in magazzino, hanno una vecchia tastiera per generatori di caratteri SCRIBE? Attenzione, mi serve una del vecchio tipo (per intendersi, SCRIBE o SUPERSCRIBE, non Infinit! o Maxine). Riconoscibile dal colore beige e dal collegamento con connettori tipo Cannon, non 9 pin (come nei modelli più recenti).
Se qualcuno ha notizie può scrivermi due righe a marcosisi@inwind.it. Grazie mille!

martedì 29 gennaio 2008

Con il regista palestinese Mohammed Bakri per il diritto alla libertà artistica e d'opinione



Appello al mondo dell'arte
Il campo profughi di Jenin ospita 14.000 rifugiati palestinesi. Subito dopo l’incursione lanciata il 3 aprile 2002 dall’esercito israeliano («su una scala senza precedenti», per citare un rapporto di Human Rights Watch) con lo scopo ufficiale di catturare o uccidere militanti palestinesi responsabili di attacchi suicidi, il regista e attore Mohammad Bakri girò al suo interno Jenin Jenin. Il film, che mostra soprattutto gli effetti degli attacchi aerei sulle abitazioni civili ed interviste alla popolazione del campo, fu inizialmente bandito in Israele e successivamente autorizzato dall’Alta Corte Israeliana. Tale autorizzazione tuttavia ha permesso solo quattro proiezioni pubbliche a Tel Aviv e Gerusalemme. Bakri è nel frattempo finito sotto processo, accusato da cinque soldati di vilipendio delle forze armate israeliane. Qualora dovesse perdere la causa, dovrebbe pagare l’equivalente di 500.000 euro.Per chi ha visto il film, le accuse rivolte a Bakri sembrano essere pretestuose, non solo perché l’esercito israeliano in quell’occasione ha commesso contro la popolazione civile «violazioni di leggi umanitarie internazionali, ed alcune di tali violazioni sono equiparabili a veri e propri crimini di guerra» (dal già citato rapporto di HRW), ma anche perché siamo di fronte al rischio concreto che la vicenda di Jenin Jenin e del suo autore, divenga una forma di "attacco preventivo" al diritto di informazione ed espressione artistica in Israele, un attacco rivolto a "futura memoria”. Uno dei messaggi che potrebbero essere veicolati da un eventuale condanna di Bakri in questo processo è che, all’interno di Israele, il racconto dei fatti relativi al conflitto e di tutte le loro versioni possibili sia precluso e da precludere a un cittadino israeliano di origine palestinese, oltre che ai palestinesi stessi, come numerose voci critiche israeliane (sia ebree che palestinesi) stanno faticosamente denunciando da tempo.Per questi motivi desidereremmo far giungere a Mohammad Bakri il nostro appoggio solidale, ma soprattutto, per i medesimi motivi, riteniamo fondamentale che i mezzi di comunicazione europei e la pubblica opinione possano seguire gli sviluppi e le implicazioni del processo.

Anche a questo scopo tra il 28 gennaio ed il 1 febbraio 2008, in coincidenza con la riapertura del processo, verranno organizzate, simultaneamente in diverse città italiane, proiezioni pubbliche del film.

mercoledì 12 dicembre 2007

L'ABC del montatore lineare (altrimenti noto come analoGGico)

Ho un mio spazio su Facebook e sono iscritto in numerosi gruppi, uno dei quali fondato da me. Tra i membri c'è anche Eric Adler, che ha aperto un sito che si occupa di produzione e post-produzione video. Se ve la cavate bene con l'nglese, consiglio di cliccare http://www.videoproductionsupport.com/index.php?page=editing-primers, breve ma efficace manuale su cosa significa montaggio video lineare.

sabato 20 ottobre 2007

Operator parameters 2 - Touchscreen



Quaundo lavoro col Touchscreen preferisco avere davanti a me questo display. Nell'ordine, sul menù dell'Edit Construction: numero di reel, videoregistratore, "meno 1", entry point, "più uno", color framing (non si usa più fare il color frame learn o montare in color framing o in PAL pair, ma è sempre una bella comodità averlo a portata di mano), "meno 1", exit point, "più uno", status e position.
A differenza delle ACE a tastiera, le Touchscreen non riportano, nella schermata dell'ECL, le righe dell'EDL, tranne quella riguardante l'edit che si sta costruendo. Nel menù EDL, comunque, appaiono gli stessi comandi che servono per costruire l'edit (che viene però definito "event", che un significato un po' più ristretto: infatti possono occorre più event per costituire un event). Questi sono i comandi che preferisco avere immediatamente sotto controllo: Event number, mode (Video e tracce audio da 1 a 4), source (numero di reel o aux source, tipo: preread, nero, colore, camera, barre e via dicendo), record entry, record exit, source entry, source exit, durata. Mi servono anche se voglio andare a cercare un particolare edit in EDL, qualora dovessi modificarlo.

mercoledì 10 ottobre 2007

Operator parameters



Anche i display delle centraline di montaggio "analoGGiche" possono essere personalizzati. Qui accanto vedete la configurazione del display "User 1" di una Ampex ACE a tastiera, come di solito preferisco usarla. La schermata del touchscreen è un po' diversa, ne parlerò nel prossimo post. Qui si possono vedere i due segmenti dello schermo, ECL (edit construction list) ed EDL (edit decision list). Nel primo, tengo sott'occhio il numero di reel, la lettera che identifica ogni singolo VTR, l'entry point, il color framing, l'exit point, la velocità cui la macchina riproduce il video (da -100 a +300), lo stato (play, record, rewind e così via, la posizione, cioè a che punto si trova il nastro (ore minuti, secondi e frame) e l'eventuale time code source (LTC, VITC, Auto, TT-1 e TT-2). Nel secondo, utile se devo operare cambiamenti negli edit fatti, trovo nell'ordine: numero di edit, mode (video e canali audio da 1 a 4), effetto (se taglio, dissolvenza, key o ado), durata dell'effetto e pattern in caso di tendina (numero di file se è un effetto ado), record entry, record exit, source entry, source exit e durata. L'ordine che ho scelto mi sembra il più razionale, è dal 1983 che lavoro così...